venerdì 11 agosto 2017

La doppia scure della legge Fornero e della indicizzazione per aspettativa di vita

Aumentare sempre più i requisiti pensionistici e ridurre gli assegni pensionistici.

Questo appare il senso del dibattito agostano insieme alla campagna lanciata da più parti per non mettere in discussione la tendenza  a ridurre le pensioni pubbliche e andare verso una previdenza a prevalenza privatistica attraverso pensioni integrative con i fondi complementari e i piani individuali pensionistici (Pip).

Il primo pilastro (previdenza pubblica) da ridurre all’osso per i pensionati in essere ed anche per i pensionandi delle vecchie generazioni che si vedono allungare il traguardo all’infinito mentre l’assegno pensionistico futuro viene ridimensionato di pari passo all’allungamento dei requisiti.

Secondo e terzo pilastro (fondi complementari e pensioni private con banche e assicurazioni) impossibili da gestire da parte dei lavoratori delle giovani e intermedie generazioni precarizzate e con bassi salari che dovrebbero destinare allo scopo difficili e improbabili risparmi (?).

Sembra proprio che il tema sia sempre lo stesso tra chi vuole ridurre o eliminare i diritti sociali e chi vorrebbe ottenerli o conservarli.

Si segnala dai giornali on line:


Il Sole 24 Ore, 11 agosto 2017

 

Pensioni mancano certezze - Corriere.it

www.corriere.it, 10 agosto 2017 

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