giovedì 10 agosto 2017

Cartellino rosso per RgS e Boeri


La discussione e la polemica riguardo ad un eventuale blocco dell’aumento dei requisiti pensionistici previsto dal 2019 in base all’aspettativa di vita sembra proprio destinata a tenere banco ancora a lungo anche perché è congeniale al tentativo di spegnere gli entusiasmi e le ambizioni di quanti portano avanti proposte e rivendicazioni più avanzate riguardo ad un diritto della pensione equo e giusto per tutti in termini di requsiti di accesso ed anche rispetto a coefficienti di trasformazione che riconoscano in tutto e per tutto la pensione previdenziale come salario differito e non un sussidio a seconda di come va il Pil e gli andamenti demografici.

Il silenzio e i continui rinvii a ottobre del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti di una decisione politica nel merito della questione hanno aperto la strada ad interventi da parte della RgS facente capo al Mef di Padoan. Tali interventi sono stati giudicati “inopportuni” e da “cartellino rosso” anche dai rappresentanti sindacali cgil,cisl e uil.

Per non smentirsi  il presidente dell’Inps ha dato man forte alle tesi espresse nel Rapporto n. 18 della RgS "LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICOE SOCIO-SANITARIO".

Questa campagna lanciata con l’ausilio delle analisi e valutazioni anche politiche dei “tecnici” potrebbe essere destinata, purtroppo, a lasciare il segno se non si verificherà un risveglio generale con iniziative e mobilitazioni nei prossimi mesi.

Rivendicare un blocco del preventivato aumento dei cinque mesi ma non per tutti (i mestieri sono diversi e l’aspettativa non è uguale per tutti…) potrebbe diventare il cavallo di battaglia sindacale ed ottenerlo potrà sembrare quasi un successo della prossima contrattazione/concertazione.

Accesso alla pensione dai 62 anni di età oppure con 41 anni di contribuzione a qualsiasi età senza penalizzazioni sono diventate quasi delle richieste astratte al tavolo di Via Veneto (Ministero del Lavoro), quando riprenderanno gli incontri governo-sindacati.

La realtà attuale nuda e cruda rimane per ora, al fine di non illudere nessuno o per meglio dire non illudersi, stando a casa o davanti ad una tastiera, come dicono in tanti sui social, è l’Ape sociale e l'Ape precoci con tutte le contraddizioni contenute nei provvedimenti e l’assurdo Ape volontario del prestito ventennale che ancora non ha dispiegato i suoi effetti. 
Questo per tutto il 2018 fino a che non finisce la fase sperimentale e poi si vedrà.

Naturalmente questa visione non troppo ottimista può permanere a meno che non cambi tutto a livello di “piazza” e di parlamento con conseguente ribaltamento di governo. Un nuovo governo “eletto” e non nominato che stia più attento a fare “spesa” per il sociale e per le pensioni e meno per, sprechi, marchette varie, bonus a pioggia a chicchessia e riduzione tasse in misura maggiore a chi ha di più.

2 commenti:

Andrea Guarnieri ha detto...

Intanto, notizia di oggi, sono allo studio nuove decontribuzioni per favorire i giovani nel trovare lavoro.
In questo modo si assottigliano sempre di più le entrate Inps e non si aiutano i giovani che quando sarà il momento di andare in pensione si sentiranno dire che non ci sono soldi.
Questa è la solita politica del rimandare i problemi, tanto quando sarà ora ci saranno altri e la patata bollente sara affare loro.

scartabagat ha detto...

Ormai questi signori hanno capito che la paura è il metodo migliore per governare un paese e ogni giorno la usano sapientemente, un giorno uno grida al lupo e il giorno dopo il suo compare tranquillizza, il bastone e la carota come per gli asini.
Rimane il fatto, forse alla ragioneria non se ne sono accorti, che la riforma fornero è stata fatta in fretta e furia per fare cassa , con il paese sull'orlo del default e sotto ricatto dell'europa, non certo per dotare il paese di un sistema pensionistico giusto e moderno.
Quello che tutti fanno finta di non ricordare è che il pagamento di contributi è OBBLIGATORIO per legge e quindi cambiare gli accordi a proprio piacimento come fa questo stato è una truffa tipica dei paesi totalitari senza democrazia.