sabato 12 agosto 2017

A settembre valuteremo forme di mobilitazione…

La calura agostana e neanche i temporali estivi sembrano spegnere il dibattito e le polemiche sul tema pensionistico.

Maurizio Landini – Cgil - interviene con una intervista pubblicata su huffingtonpost ma i propositi di mobilitazione sono tutti al condizionale (sciopero generale e manifestazione nazionale non sembrano essere presi in considerazione) e sull’aspettativa di vita non va oltre alla richiesta di blocco dell’eventuale aumento dei cinque mesi dal 2019 ribadendo la richiesta di distinguere tra un mestiere ed un altro. Distinguere l’aspettativa di vita tra un 67/70enne e un altro sarà un esercizio molto difficile da fare a meno che non si intenda rivendicare l’ampliamento della platea dei lavori usuranti o gravosi. Questo è però un altro discorso.

Abbassare il requisito pensionistico a tutti e uscita con 40/41 anni di contribuzione a qualsiasi età!
Neanche Landini sembra avere più il coraggio di ribadire tale rivendicazione e si appella ai miglioramenti per l’Ape nelle varie versioni con una prossima futura pensione di garanzia per i giovani.

Maurizio Landini a due precise domande ha risposto così:

C'è chi sostiene che si parli di pensioni solo per propaganda, per intercettare il voto degli anziani che sono numerosi. Lei cosa replica?
"Io credo che si parli di pensioni perché in Italia è stata fatta una modifica del sistema da parte del governo Monti che grida vendetta. Su questo i sindacati assieme stanno chiedendo al governo modifiche sostanziali. Oggi siamo il Paese che ha l'età pensionabile più alta in Europa e il paese che ha i livelli di disoccupazione giovanile tra i più alti. Aggiungo che un sistema puramente contributivo non esiste in nessun Paese europeo. L'intervento del governo Monti è stato fatto soltanto per risparmiare soldi, con pesanti conseguenze sul piano sociale. Quindi non è una questione elettorale, ma di giustizia sociale. Ed è una questione che impegna tutti a costruire un sistema pensionistico pubblico che continui ad avere un significato anche per i giovani".

Cosa pensa dell'intervento della Ragioneria e dell'Inps su questa materia?
"Quelli sì che sono due interventi politici, dal segno molto preciso. Continuando a dire che non si possono toccare le pensioni altrimenti si hanno problemi con l'Europa, si conferma che non si è fatto un intervento solo per far quadrare i conti. Noi sindacati stiamo avanzando proposte precise, e credo che se non ci saranno risposte dovremo valutare a settembre delle forme di mobilitazione. Noi siamo contrari a ulteriori innalzamenti dell'età pensionabile, quindi va bloccato lo scatto di 5 mesi), bisogna poi seriamente costruire una pensione di garanzia per i giovani, e allo stesso tempo c'è bisogno di intervenire su provvedimenti come l'Ape che restano insufficienti, soprattutto per lavori molto pesanti. L'Ape social è un pannicello caldo, quanto all'Ape volontaria io la ritengo una follia visto che per andare in pensione si chiede di accender eun mutuo. Non sta in piedi. In più non si tiene conto delle penalizzazioni subite dalle donne, non si considera il lavoro di cura (come accade in altri sistemi pensionistici), e, insisto, c'è un problema che riguarda il lavoro manuale. L'aspettativa di vita non è uguale per tutti. Su tutte queste cose noi non stiamo scherzando. Ancora adesso sui luoghi di lavoro la critica che viene fatta a tutti i sindacati è che quando ci fu l'intervento Monti il sindacato non reagì. E oggi paghiamo le conseguenze di un intervento sbagliato che ha fatto cassa ma non ha fatto giustizia. Su questo noi ci impegneremo anche per costruire quell'unità generazionale che è stata messa in discussione".

Fonte: Intervista Huffpost a Maurizio Landini: "Se dal governo non ci saranno risposte, a settembre valuteremo forme di mobilitazione"

2 commenti:

scartabagat ha detto...

"Aggiungo che un sistema puramente contributivo non esiste in nessun Paese europeo"

Povero Landini, sarà per questo che vuol darsi alla politica, gli errori fatti nel passato dal sindacato non saranno facili da rimediare.
Il problema è che questo della fornero non è un sistema contributivo, magari lo fosse, ti verrebbe dato per quello che hai pagato, invece non è così, è sotto gli occhi di tutti. In un sistema dove piu' paghi e meno ti viene ridato e non puoi uscirne non serve andare in piazza occorre andare in tribunale. In un sistema contributivo ad esempio se esco a 60 anni e l'aspettativa di vita è 80 quello che ho pagato verrà diviso per 20 e mi verrà pagato un tanto al mese, a questo dovrebbero servire i coefficienti di trasformazione.
Se l'aspettativa di vita aumenta poniamo di 1 anno, il coefficiente si adegua mi verrà diviso per 21 e io prenderò di meno. In realtà il contributivo della frignona non funziona così: mi viene sempre diviso per 21 in quanto il coefficiente si adegua all'aspettativa ma mi costringe anche a lavorare e pagare un anno in piu' e quindi sono sempre 20 gli anni di godimento della pensione. Se lo moltiplichi per milioni di persone e decine di anni di contributi ti rendi conto di come sia facile fare soldi sulle spalle degli italioti, ah ma dimenticavo per non far capire il giochetto bisogna che tutti media , tecnici, politici continuino a gridare che il sistema non regge piu'.

Anonimo ha detto...

Beh, c’è anche da dire che nella stessa intervista Landini ha anche affermato che l’ APE volontaria “è una follia”, con tutto quello che ne consegue… Non vorrei creare facili entusiasmi, ma l’ex FIOM mi pare uno dei pochi in grado di catalizzare nel giusto verso il generale malcontento dei truffati da Fornero & Co. Se non altro è uno dei pochi che parla di forme di mobilitazione, mi auguro anche uno sciopero generale. C’è da dire che in questo caso, se attuato, l’adesione alla protesta dovrà essere veramente massiccia per lanciare un forte segnale a chi di dovere. Il sindacato deve riprendersi il suo ruolo e sedersi ai tavoli che contano a testa alta e non più sottomesso (per non dire colluso) alla classe politica. Facciamoci quindi un esame di coscienza – io in testa - e per una volta smettiamo di lamentarci con la tastiera e se ve ne sarà l’occasione scendiamo finalmente in piazza belli inca…volati. Forse (ma sto sognando) sarà la volta che una delle peggiori ingiustizie del mondo del lavoro verrà finalmente se non cancellata almeno fortemente corretta o rimodulata equamente. Noi lavoratori non chiediamo altro.

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