domenica 23 luglio 2017

Pensioni: Quale “Fase” per abbassare a tutti il requisito di accesso e abolire l’applicazione automatica dell’aspettativa di vita?



Ci sono quelli che propongono la pensione dai 60 anni di età oppure con 35 anni di contributi a qualsiasi età, altri propongono l’uscita sempre dai 60 anni di età oppure con il “numero magico” dei 40 anni a tutte le età. Cgil,Cisl,Uil approvarono una piattaforma che parlava di pensionamento dai 62 anni di età oppure con 41 anni di contribuzione a qualsiasi età.

Le politiche governative, ora come ora, hanno determinato una realtà molto diversa dalle varie rivendicazioni sindacali, rsu, comitati e gruppi facebook. Le sperimentazioni Renzi/Gentiloni, senza una modifica sostanziale della disastrosa legge Fornero e l'abolizione dell'automatismo di adeguamento dell'aspettativa di vita applicato ai requisiti pensionistici, come Ape social, Ape precoci insieme all'Ape volontario con prestito ventennale rimangono dei provvedimenti non risolutivi o addirittura negativi (ape volontario...) per arrivare a requisiti equi e giusti per tutti per l'accesso alla pensione pubblica.

Cgil, Cisl e Uil hanno rimesso nel cassetto o modificato definitivamente la piattaforma approvata a suo tempo dai delegati ed hanno firmato la nota Intesa del 28 settembre 2016 con diversi punti e l’idea dominante dell’Ape social, Ape precoci e Ape volontario all’interno della cosiddetta Fase uno.
Ora si parla più che altro di Fase due con particolare riguardo alla pensione di garanzia per i giovani (nel 2040…), fondi complementari, agevolazioni donna per lavori di cura, aspettativa di vita, ecc.
In vista dell’incontro governo-sindacati di fine stagione estiva del 27 luglio diversi sono i servizi giornalistici pubblicati nei giorni scorsi sull’argomento di cui ne segnaliamo alcuni:

Il Manifesto, 20/07/2017
La voce,20/07/2017 (da Ansa)
Il Sole24Ore, 20 luglio 2017
PensioniOggi, 21 Luglio 2017

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