domenica 30 luglio 2017

Pensioni: ottobre sarà il mese della verità per Ape e nuovi interventi sulla legge Fornero?

Siamo a fine luglio ma già la mente di tanti è rivolta a quali saranno i risultati delle verifiche riguardo alle domande per Ape sociale e Ape precoci (vedi Pensioni, Entro il 15 Ottobre la graduatoria su Ape sociale e Precoci, PensioniOggi, 29 Luglio 2017)

e quali condizioni saranno riservate a quelli disposti ad indebitarsi a vita con l’Ape volontario che a ottobre dovrebbe vedere la luce in Gazzetta Ufficiale con il relativo Decreto attuativo.

Sempre a ottobre si dovrebbero conoscere i dati statistici Istat definitivi relativi all’aspettativa di vita in base al quale il governo potrà dire la sua rispetto al preventivato aumento dei requisiti pensionistici di altri 5 mesi.


Naturalmente, come da crono programma  stabilito al Ministero del Lavoro con Cgil, Cisl e Uil, prima di arrivare ad ottobre ci saranno ulteriori cinque incontri su lavoro e previdenza (Lavoro e previdenza: il comunicato del Ministero sull’incontro con i sindacati del 27 luglio) da cui dovrebbero scaturire nuove "intese" da portare al “tavolo” della proposta di legge di bilancio 2018 che, guarda caso, dovrebbe essere presentata nel mese numero dieci dell’anno. Questo almeno è il calendario conosciuto dei prossimi appuntamenti.


Presto, agosto permettendo, si conoscerà probabilmente anche il calendario di iniziative, mobilitazioni e scioperi con parole d’ordine per rivendicare, in particolare, un reale cambiamento di rotta su lavoro e pensioni da parte del governo almeno nella rimanente parte finale della legislatura.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Non torneranno mai indietro su quanto hanno già deciso.

Speriamo che l'aumento sia di 5 mesi poiché sicuramente i dati ISTAT, opportunamente elaborati, confermeranno che nell'ultimo biennio vi é stata una mutazione genetica che ha aumentato la vita.

Bisogna tener conto che detta mutazione colpisce solo coloro che attendono la quiescenza in stretta relazione ai contributi versati.

Se hai già versato 42 anni e 10 mesi di contributi entro il 2018 la tua vita é più corta viceversa aumenta.

Dovrebbero gioire i giovani disoccupati che, attendendo inutilmente il ricambio generazionale e, non potendo pagare contributi, avranno la certezza di di vita prossima ai 100 anni.


Salvo ha detto...

Siamo stati tutti giovani, ognuno di noi ha avuto le sue esperienze, ora, chi ha famiglia e ha dei figli vive l'ignoto, come lo vivono i propri figli.
SIcuramente quando siamo stati giovani noi erano altri tempi, solo chi poteva, studiava e si ritrovava un pezzo di carta e una professione, ora so, si fanno sacrifici immensi per far portare a termine gli studi alla propria prole, a 55-60 anni si ritorna a limitarsi e darsi delle privazioni per loro. Il futuro, incerto, oscuro, veramente ignoto, farà si che i nostri figli che ancora stanno studiando, presto saranno i nuovi poveri. Chi avrà la fortuna di trovare un posto di lavoro dovrà anche essere arguto a cercare di tenerselo ben stretto per gli anni a venire.
E' molto triste vivere questa realtà, ogni santo, sacrosanto giorno, leggere, vivere, sentire, toccare con mano le disparità che ci sono e questo non aiuta, anzi demotiva.
Demotiva un anziano, figuriamoci un giovane. Se poi aggiungiamo che ostinatamente ogni giorno si inventano le soluzioni più assurde per sperare che chi li ascolta gli conferma la possibilità di governare ancora a lugno beh, siamo in Italia e come tale forse questa situazione noi anziani ce la meritiamo, perchè palesemente accettiamo tutto, ci arrabbiamo, urliamo alle ingiustizie ma accettiamo passivamente tutto. perchè molti ancora hanno una cosa chiamata coscienza, ereditata dai nostri pardi, privazioni per noi e cercar di assicurare un po di benessere ai nostri figli.

Certo che se i nostri nonno avessero saputo cosa sta succedendo ora, forse noi genotori di 55-60 anni non saremmo nati e il problema dei nostri figli non ci sarebbe.
Lascia sempre l'amaro in bocca quando rifletti e arrivi a conclusioni cosi drastiche e realistiche
Poveri i nostri figli che se mai cominceranno a lavorare, vivranno 100 volte le privazioni e i sacrifici che stiamo facendo ora noi.

pietro ha detto...

Sono pietro, un precoce,
l'altro giorno ho visto un confronto tra la Fornero e Cofferati sono stati d'accordo sulla riforma "Fornero" il perchè è presto detto: Tutti i lavoratori che vorranno andare in pensione nel futuro,dovranno accede obbligatoriamente ai fondi pensione con il loro TRF o liquidazione gestito in massima parte dai sindacati vari.
La mia proposta è ai lavoratori usuranti si può riconoscere anche un bonus di 7 anni cioè al posto dei 42,10 di anzianità i 35,5 invece tutti gli altri 40 anni oppure 41 a prescindere.
Grazie