venerdì 28 luglio 2017

Pensioni: cinque tavoli a settembre per discutere ancora…

 

Previdenza e lavoro nessun impegno preciso è stato preso dal governo durante l’incontro pre-feriale del 27 luglio ma solo una programmazione dei prossimi incontri che stavolta da uno diventano cinque “tavoli” che avranno luogo dal 30 agosto al 7 settembre.

Rimandando di volta in volta le decisioni per risolvere le questioni uscite fuori nell’attuazione della fase 1 e quelle da prendere riguardo alla fase 2 dell’Intesa del 28 settembre 2016 i problemi sul “tavolo”, anzi sui “tavoli”, aumentano in vista della discussione della legge di bilancio.

Sembra quasi che i cinque “tavoli” saranno la sede di discussione di una Fase 3 che ingloberebbe tutte le correzioni da fare rispetto ai provvedimenti avviati, quelli che dovevano essere avviati già da tempo e quelli che si vanno ad aggiungere di fronte a scadenze ben precise come ad esempio la prevista minaccia di aumentare ancora il requisito di accesso alla pensione di ben cinque mesi in base all’applicazione automatica dell’aspettativa di vita che verrà certificata a ottobre dall’Istat. Per bloccare questo meccanismo perverso sarà necessaria una norma di legge a modifica della legge Sacconi del 2010 che lo stesso artefice allora Ministro del governo Berlusconi ha chiesto di modificare in tandem con il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano.

L’attuale Ministro del Lavoro Giuliano Poletti affiancato dal consigliere economico di palazzo Chigi Marco Leonardi, su questo punto, si è trincerato ancora sulla necessità di attendere i dati certi sull’aspettativa di vita ma non ha espresso alcuna posizione o impegno a prescindere da quelli che saranno i dati. I sindacati invece si dimostrano disponibili ad una eventuale differenziazione  nell’applicazione di un nuovo aumento in quanto i “mestieri” sono differenti e non per tutti c’è la stessa aspettativa di vita.

Il governo non è perciò intenzionato a fermare per tutti l’aumento dei requisiti pensionistici e tanto meno ad abbassarli.

Nel 2018 tutti e tutte (donne del pubblico, del privato e autonome) pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi ma subito dopo nel 2019 tutti e tutte indistintamente a 67 anni di età e per accedere alla cosiddetta pensione anticipata 42 anni e 3 mesi donne e 43 anni e 3 mesi uomini - a qualsiasi età…

Le concessioni di fine anno per tenere a bada le rivendicazioni generali e tenere buoni sindacati, comitati e movimenti potrebbero essere finalizzate in primis ad ampliare le possibilità di partecipare ai “bandi” per l’Ape sociale modificando i limiti contributivi per gli edili e per le donne, in attesa che vengano riconosciuti loro dei maggiori sconti per la maternità e per i lavori di cura.

Ulteriori facilitazioni anche per l’Ape volontario potrebbero essere prese in considerazione per renderlo più accessibile anche a quelli che matureranno a 63 anni un basso assegno pensionistico.

Un più ampio Ape precoci con 41 anni di contribuzione, Opzione Donna e salvaguardia degli esodati rimasti esclusi dall'8^ potrebbero essere altri argomenti ai "tavoli".

Naturalmente si parlerà anche di rivalutazione delle pensioni  in essere e non potrà mancare un “tavolo” per il “lavoro ai giovani” che ancora una volta potrebbe essere incentivato con sgravi ai datori di lavoro senza avere però garanzia di sviluppo occupazionale stabile e di quel ricambio generazionale più volte evocato ma che “equilibri di bilancio” e debito pubblico impedirebbe.

Una discussione così impostata con tanti rivoli senza impegni e decisioni nette per modificare sostanzialmente la legge Fornero e abolire il meccanismo della speranza di vita applicato ai requisiti pensionistici avrebbe bisogno non di cinque tavoli ma forse di dieci ma il tempo scorre e i problemi si aggravano mano a mano.

Settembre poi verrà… e ai tavoli (cinque) si giocherà a carte scoperte oppure si continuerà a rinviare il tutto fino alla approvazione della legge di bilancio?

A.C.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Non faranno niente per le pensioni la dimostrazione ancora 5 tavoli così il brodo si allunga e noi precoci andremmo in pensione 8 anni dopo .invece è già legge salvabanche venete e tutte le altre antecedenti con miliardi di soldi pubblici qui come vedete non serve ne tempo e tanto meno discussioni,arrivano le politiche e faranno tanto rumore per questa gente da essere ricordati peggio del fascismo
Pinelli Pietrino

Salvo ha detto...

i cavalieri delle 5 tavole rotonde............... manca solo il giullare.....
le dame da salvare quali sono? I draghi sputafuoco saran presenti anche loro, e per finire come sempre la guerra dei poveri

scartabagat ha detto...

"I sindacati invece si dimostrano disponibili ad una eventuale differenziazione nell’applicazione di un nuovo aumento in quanto i “mestieri” sono differenti e non per tutti c’è la stessa aspettativa di vita"

Ussignuir, se è per quello anche le donne vivono mediamente 4 anni piu' degli uomini e allora? le facciamo lavorare 4 anni in piu'?

Mamma mia a quale livello si è ridotta la triplice per far finta di far qualcosa