mercoledì 5 luglio 2017

Pensioni: ci corrono appresso con l’Ape e se ci prendono…



ventanni per un Ape? 


Continuando così come sta succedendo ora con l’attuazione dell’Ape Sociale, l’Anticipo pensione per i lavoratori precoci e prossimamente con la carta ancora coperta dell’Ape volontaria si sta rischiando grosso di finire verso una nuova deriva negativa della previdenza pubblica fatta di discriminazione e divisione dei lavoratori continuamente presi di mira  nei loro diritti.
E’ in atto un vero e proprio attacco mediatico fatto di notizie, dichiarazioni controverse che spostano l’attenzione da un argomento ad un altro con l’intenzione non troppo velata di voler lasciare le cose come stanno perlomeno fino alla prossima legge di bilancio quando qualche altro ritocco di stampo elettoralistico potrebbe imbellettare nuovamente la legge Fornero dei lunghi, sempre più lunghi requisiti pensionistici  con un possibile nuovo aumento dal 2019 in base alla speranza di vita i cui dati verranno comunicati a ottobre 2017 dall'Istat per permettere al governo di fare il Decreto di carattere “amministrativo”.   
A proposito di questo, prima il ministro del lavoro Poletti dichiara che non è il momento di parlare di speranza di vita (Poletti al question time: non è il momento di parlare di “speranza di vita”) ma subito dopo il consulente economico di palazzo Chigi Marco Leonardi definisce l’applicazione della speranza di vita ai requisiti pensionistici un atto dovuto, un atto amministrativo. Sulla questione il presidente dell’Inps è ancora più categorico dicendo che bloccare l’aumento dei requisiti pensionistici in base alla speranza di vita fa male ai giovani. I giovani invece, diversamente da quanto afferma Boeri,  al momento vivono di speranza di lavoro e pensano si alla pensione ma per i loro genitori o addirittura per i loro nonni castigati dalla legge Fornero. La pensione agli anziani per poter attuare l'avvio di un RICAMBIO GENERAZIONALE nel mondo del lavoro bloccato da ben 6 anni, è questa la strada più ragionevole da seguire.

Ape sociale altri dieci giorni per la domanda e poi si passa all’Ape volontaria…
Anche qui una grande propaganda sull’adesione massiccia di lavoratori e di lavoratrici al “bando” uscito con molto ritardo a partire dal segretario del Pd Matteo Renzi.

Tante domande per l’Ape sociale per una indennità/sussidio destinata solo ad una platea ristretta e ridotta in base alle risorse finanziarie messe a disposizione. In compenso sta per arrivare l’Ape volontaria come ha ribadito sempre il consulente di Gentiloni, l’economista Marco Leonardi:
“È pronto da Pasqua. Ma ci sono ancora alcuni passaggi burocratici da completare. Contiamo di metterla in pista prima della pausa estiva. E credo sarà una misura molto apprezzata. Se hai accumulato 100 di pensione futura, ti permetto di spalmarli su 23 anni e ti chiedo il 3,5% di 100. Così avrai 97 in futuro, ma vai pensione 3 anni e 7 mesi prima. Non mi sembra un prezzo molto alto”.

Anticipo pensione per tutti dai 63 anni ma solo se te lo paghi due volte
Nei fatti con la cosiddetta Ape volontaria con prestito bancario pensionistico ventennale previa stipula di polizza assicurativa premorienza, Renzi/Poletti, con l’alta consulenza prima di Nannicini e ora di Leonardi, propongono l’uscita volontaria dal lavoro a partire dai 63 anni di età anche con un minimo di 20 anni.
Gli annunci sull’imminente pubblicazione del decreto attuativo per l’ APE Volontaria - Anticipo finanziario a garanzia pensionistica - Inps tendono a spostare l’attenzione degli esclusi dall’Ape sociale in particolare verso un’assurda formula a carattere finanziario speculativo che dal momento in cui ci sarà anche la circolare applicativa da parte dell’Inps “rincorrerà” i malcapitati fino ad acchiapparli in una morsa debitoria per il resto della loro vita sempreché non si invertano le parti e  si corra appresso a chi si è inventato la storia dell’Ape con il mutuo finché non lo si acchiappi (con l’iniziativa e la mobilitazione oppure alle elezioni,  naturalmente…) per riottenere il diritto alla pensione previdenziale senza sussidi e senza mutui abbassando i requisiti pensionistici a tutti.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Assolutamente d'accordo. Però finchè non si riuscirà a convogliare il generale malcontento in qualche significativa protesta (sindacati dove siete?), non si può pretendere che le cose cambino. Personalmente mi lascia sconcertato la mancanza da parte della triplice di appropriate iniziative atte a ridurre se non smantellare le ingiustizie prodotte dalla legge Fornero. Mi pare che ormai la misura è colma, anche perchè per altre problebatiche (banche & co.) la politica si è mossa in maniera ben diversa ed anche i fondi per le coperture (e parliamo di miliardi e non di milioni) sono stati trovati al volo. Purtroppo è sempre valido il vecchio slogan: pensioni=bancomat dello stato.

Driver

francesco ha detto...

per tornare all'intervista del consulente economista: "avrai 97 anzichè 100 ma vai in pensione 3anni e 7 mesi prima"
Quindi,per esempio,anzichè andare in pensione con 1000 Euro ci potrò andare ,3 anni e 7 mesi prima, con 970 Euro.
Sono io che interpreto male il senso della dichiarazione o è il consulente del governo ad avere le idee confuse?
Mi piacerebbe sentire altri pareri in merito