sabato 8 luglio 2017

Pensioni: chi sono i "complici" della disfatta della previdenza pubblica in Italia?

I responsabili politici della legge Fornero sono ormai noti (vedi Legge Fornero chi l’ha votata e chi continua a sostenerla?).
I "COMPLICI" vengono spesso individuati negli apparati dirigenziali (non certo nella massa degli iscritti) di Cgil, Cisl e Uil che non hanno fatto abbastanza e non stanno facendo ora abbastanza per fermare la disastrosa legge Fornero.

A questi bisognerebbe forse aggiungere anche una massa di oppositori ma solo nelle intenzioni in quanto prevalentemente si è assistito in questi anni ad una certa passività che ha visto, fuori dall'alveo sindacale, solo centinaia di manifestanti contro la legge Fornero presidiare,  di volta in volta, il Parlamento, il Ministero del Lavoro, il Mef, il Miur e l'Inps oppure partecipare a qualche sporadica manifestazione di piazza non certo oceanica.

Ripartire da questo dato per riflettere e vedere cosa fare e cosa rivendicare da subito e in prospettiva?

Alcuni punti su cui non si può derogare, neanche dai più pragmatici o più realisti del re che dir si voglia, potrebbero essere i seguenti:

TUTTE LE DOMANDE APE SOCIALE E APE PRECOCI DEVONO ESSERE ACCOLTE, NESSUNO DEVE ESSERE ESCLUSO!
Al di là del giudizio su un meccanismo assistenziale (anziché previdenziale) come l’Ape sociale destinato a lavoratori e lavoratrici che hanno superato i 63 anni ed hanno versato 30 o 36 anni di contribuzione il minimo che potrebbe  fare questo governo volto verso il termine della sua “nomina”  sarebbe quello di assicurare a tutti i richiedenti tale “beneficio” fatto di indennità fino al raggiungimento della pensione vera e propria. Un provvedimento senza tirare fuori l’alibi di risorse finanziarie introvabili se non quando si tratta di elargire, fior di miliardi di euro,  a banche e datori di lavoro assettati e affamati di denaro pubblico, cioè di tutti.
Su Anticipo pensione lavoratori precoci se dovesse prevalere la “ragione” nella mente dei decisori di palazzo Chigi non ci dovrebbe essere nessun dubbio: tutti quelli, perlomeno, rientranti nei criteri finora stabiliti dovrebbero avere la pensione al più presto.

METTERE  A DISPOSIZIONE LE RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE DA SUBITO!
Per dare una risposta positiva a tutti i richiedenti non sarebbe necessario aspettare la nuova legge di bilancio ma basterebbe un Decreto Legge per incrementare gli stanziamenti in base al fabbisogno finanziario per il 2017.

DAL 2018 INVERTIRE LA ROTTA!

A partire dal 2018 si dovrebbe avere il buon senso di modificare sostanzialmente la legge Fornero e comunque mettere dei punti fermi rispetto alla flessibilità in uscita dai 62 anni di età ed ai 41Xtutti al di là dell’età anagrafica. La proroga, intanto al 2018, di Opzione Donna e la soluzione per tutti gli ultimi esodati non salvaguardati non dovrebbe essere un problema di risorse finanziarie da trovare in quanto già sono in bilancio come avanzo dei precedenti provvedimenti.

SPERANZA DI VITA?
La campagna scatenata, con largo anticipo, per mantenere un meccanismo automatico di applicazione della speranza di vita ai requisiti pensionistici è stata sposata da tanti organi di stampa che hanno rilanciato le dichiarazioni di Marco Leonardi - consulente economico di palazzo Chigi -  e di Tito Boeri - presidente Inps. Ora tocca ai sindacati che però avanzano (Cgil, Cisl e Uil) una richiesta solamente del blocco del prossimo aumento dal 2019 ed eventualmente di rivedere la questione nell'ottica che non tutti i mestieri e professioni hanno la stessa aspettativa di vita. Tale concetto è sicuramente vero ma diventa molto difficile individuare lavoratori/lavoratrici del privato, pubblico, lavoro autonomo che dopo i 65 anni possano vedersi aumentare continuamente l'età pensionistica fino a 70 anni e oltre rimanendo al lavoro produttivi, efficienti ed efficaci per se stessi e per gli altri senza eventualmente cadere prima in servizio...

RIVENDICAZIONI E PROPOSTE NON MANCANO MA...
Inutile quasi ripeterlo per ottenere un qualcosa di più di quanto concesso finora "in maniera caritatevole" con toppe e contentini dai governi "nominati" di questi ultimi anni serve l'iniziativa e la mobilitazione ben più consistente di quella realizzata finora.

Cgil, Cisl e Uil cosa diranno e cosa proporranno l'11 luglio al "tavolo" del Ministero del Lavoro e soprattutto cosa diranno i delegati quando si riuniranno il 13 sempre di luglio?
Il sindacalismo indipendente e di base da settembre in poi lancerà una campagna di lotta contro la legge Fornero?
I gruppi facebook e comitati autorganizzati faranno un salto in avanti nella partecipazione più numerosa dei loro iscritti alle iniziative continuamente proposte dagli organizzatori?
Tutti gli altri, oltre a lamentarsi e sperare, si muoveranno e parteciperanno attivamente alle iniziative?

A QUESTI INTERROGATIVI SERVONO RISPOSTE POSITIVE DA PARTE DI TUTTI OPPURE C'E' IL RISCHIO CHE TUTTI DIVENTINO "COMPLICI" IN QUALCHE MANIERA DELLO SFASCIO DELLA PREVIDENZA PUBBLICA E DELLA ELIMINAZIONE DEL CONCETTO DI DIRITTO ALLA PENSIONE EQUO E GIUSTO PER TUTTI.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Quoto in toto i ragionamenti dell'estensore dell'articolo. Aggiungo che, a mio modo di vedere, quello che manca è una persona carismatica che catalizzi (nel verso giusto, si intende) tutto il malcontento che si percepisce fra i futuri pensionandi e fra chi ormai ha perso la fiducia nella attuale classe dirigente. Il mio non è e non vuole essere un ragionamento ne di destra ne di sinistra, ma unicamente un contributo a voler rimettere giustizia in un campo che ultimamente ha penalizzato veramente troppe persone. Continuando di questo passo, aumentando sempre di più le ingiustizie ed esasperando nel contempo la gente con incredibili trovate come l'aspettativa di vita, il "giocattolo" dello stato sociale inevitabilmente si romperà ed allora sarà molto ma molto difficile rimetterne assieme i pezzi.

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