giovedì 27 luglio 2017

Pensioni: chi fermerà il “treno in corsa” della legge Fornero e dell'aumento per speranza di vita?

Che fine farà il disegno di legge sull’abolizione dei vitalizi  Richetti/Lombardi o Lombardi/Richetti approvato alla Camera e mandato nella lontana sede del Senato per la discussione e approvazione definitiva o rinvio a Montecitorio con eventuali modifiche nessuno lo può sapere in questi giorni di fine luglio. Inoltre se tutto dovesse andare in porto secondo quanto deciso dai deputati c’è sempre il rischio che venga dichiarato incostituzionale e allora tutti soddisfatti che il principio politico dell’abolizione dei vitalizi è stato affermato nelle aule parlamentari ma tutto rimane come prima perché i privilegi acquisiti di pensioni d’oro e vitalizi d’oro e d’argento non si toccano.


DI TUTTO QUESTO L’INTERESSE DELLA GENERALITA’ DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI E’ COMUNQUE RELATIVO POICHE' AL PRIMO POSTO RIMANE IL FATTO CHE BISOGNA ABBASSARE I REQUISITI PENSIONISTICI A TUTTI IN MANIERA EQUA E GIUSTA COSI’ COME  E' NECESSARIO CHE IL CALCOLO DELL’ASSEGNO PESIONISTICO NON DEBBA ESSERE INFERIORE AD UNA SOGLIA MINIMA E NON DEBBA SUPERARE UN LIMITE MASSIMO.

Il tema centrale politico/sindacale ritorna ad essere perciò quello di fermare il “treno in corsa” della legge Fornero con l’introduzione di una vera flessibilità pensionistica accessibile a tutti/tutte da una certa età con un certo numero di anni di contribuzione.

L’Ape sociale e l’Ape precoci riguarda una platea limitata di lavoratori e un numero esiguo di donne lavoratrici e non è certo il mezzo adeguato per fermare gli effetti disastrosi della legge Fornero che inchioda al lavoro le vecchie generazioni per ora fino ai 66 anni e 7 mesi oppure fino al raggiungimento dei 41/42 anni e 10 mesi di contribuzione con la minaccia incombente di un nuovo aumento in base all’applicazione automatica della speranza di vita sui requisiti pensionistici per tutte le categorie ad esclusione degli addetti ai lavori usuranti che per ora hanno avuto il beneficio di un congelamento di tale meccanismo.

Altri cinque mesi di aumento dei requisiti vengono dati quasi per scontati (vedi Pensioni,Anche la Ragioneria Conferma: dal 2019 si uscirà a 67 anni,

PensioniOggi,Mercoledì, 26 Luglio 2017)

APE VOLONTARIO, dopo gli apprezzamenti e il parere favorevole con osservazioni del Consiglio di Stato (APE volontario: parere favorevole con osservazioni del Consiglio di Stato),sembra diventare mano a mano il cavallo di battaglia del governo (cavallo di Troia?) per dare un’alternativa a quelli, dai 63 anni in poi (con almeno vent’anni di contribuzione) che avranno però un importo maturato di pensione adeguato per potersi permettere di pagare per venti lunghi anni un assurdo prestito bancario con relativi interessi e spese per la polizza di assicurazione premorienza. Il decreto attuativo è già stato ampiamente propagandato e dovrebbe essere di imminente pubblicazione.


BASTERANNO GLI INCONTRI AL “TAVOLO” DEL MINISTERO DEL LAVORO PER OTTENERE DAL GOVERNO IL BLOCCO DELL’AUTOMATISMO DELLA SPERANZA DI VITA PREVISTO PER IL 2019 E PER OTTENERE REQUISITI EQUI E GIUSTI DI ACCESSO ALLA PENSIONE PER TUTTI?

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