lunedì 31 luglio 2017

COME SI CALCOLA LA PENSIONE E COME LA VORREBBERO CALCOLARE PER TUTTI…

Tutti a caccia della pensione calcolata con il sistema retributivo delle vecchie generazioni per ridurla e possibilmente sopprimerla
Se vai in pensione con 41/42 anni e 10 mesi oppure a 66 anni e 7 mesi (fino al 2018) e poi con 42/43 anni e 3 mesi oppure a 67 anni dal 2019 (in attesa di blocco o conferma aumento per aspettativa di vita…) potrebbe succedere, ancora per poco, di poter avere un calcolo dell’assegno pensionistico con il sistema retributivo e quello contributivo dal 1/1/2012 (legge Monti Fornero). In questo caso il tasso di sostituzione potrebbe essere accettabile per operai, impiegati e altre qualifiche con salari/stipendi medi (per i privilegiati con stipendi d’oro e furboni, compresi certi sindacalisti, è una vera e propria pacchia). Se invece si comincia a parlare di calcolo con il sistema misto o tutto contributivo per la massa dei prossimi pensionati la storia si fa triste  e misera.
Per un approfondimento sulle modalità di calcolo della pensione oltre al sito dell’Inps si può vedere su Irpef.info (Quanto avrai di pensione?oppure su PensioniOggi (Calcola l'importo Netto Della Pensione).

Perché si parla di pensione di garanzia per lavoratori con carriere discontinue e di abolizione di vitalizi e pensioni d’oro?
Rispetto al calcolo della pensione si parla addirittura, per calmierare le esagerazioni di pensioni alte e ridurre ai minimi termini i vitalizi, di applicare in maniera retroattiva il calcolo contributivo a tutte le pensioni in essere. La cosa è molto difficile da fare in quanto anticostituzionale ma comunque può servire per intimorire la massa dei percettori di pensioni previdenziali “retributive” da 1000/1500 euro mensili che oltretutto durante la loro carriera lavorativa hanno pensato solo a versare contributi all’Inps per avere la pensione  pubblica calcolata secondo le norme allora in vigore senza crearsi alternative di pensioni integrative o private.

I rapporti di lavoro precario anziché diminuire aumentano, questo significa lo spettro di una pensione misera calcolata in base ai contributi versati (pochi) durante la carriera lavorativa e allora ecco di nuovo la spinta verso una possibile introduzione dell’obbligatorietà dell’adesione ai fondi complementari sacrificando il proprio tfr o addirittura inculcando l’idea di una pensione privata (i Piani individuali pensionistici del cosiddetto terzo pilastro).

Le idee della prof.ssa Elsa Fornero sono idee coerenti con le sue convinzioni e teorie accademiche di riduzione delle pensioni e allungamento dei requisiti di accesso applicate e sperimentate con la legge che porta il suo nome (con i risultati ben conosciuti…), il problema comincia ad essere ancor più grave quando anche l’eurodeputato Sergio Cofferati, per risolvere il problema dei giovani generazione ‘80 precarizzati e prossimamente senza o con pensioni future bassissime suggerisce l’adesione ai fondi complementari e alla pensione privata. Questo è stato detto nella trasmissione In Onda - Puntata del 29/07/2016  dove il povero Luca Telese si affannava a dire che i precari hanno poco tfr e niente soldi per aderire alla pensione integrativa o aprirsi una pratica di pensione privata.

Conclusione bisognerebbe ricordarsi che prima viene il lavoro stabile e ben pagato (non con bassi salari) e poi si parli di pensioni previdenziali pubbliche eque e giuste per tutti lasciando a chi ne ha la possibilità la libera scelta di come investire i propri risparmi (in fondi complementari, piani individuali pensionistici privati ecc.) dopo aver pagato, giustamente,  i contributi previdenziali per una pensione pubblica.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Pietrino ha detto,

Aiuto l Istat di nuovo con le sue balle periodiche questo governo non riesce a creare nulla di strutturale a iniziare dalle pensioni con ostacoli di tutti i generi per non potervi accedere,col lavoro che oramai è tutto precario col paletto licenziamento facile col benestare dei sindacati muti e zitti con i soldi hanno capito che si possono comprare tutti evviva

Pinelli pietrino

scartabagat ha detto...

Sarà contenta madama la frignona che qualcuno pensi che agisca sulla base di teorie e convinzioni, mah, mica frignava per niente. La riforma fornero è una porcheria sulla pelle dei pensionati futuri. A nessun paese civile verrebbe in mente di far pagare le pensioni milionarie dei vari parlamentari e boiardi di stato costringendo intere generazioni a vite precarie e pensioni da fame.
Aver eliminato il salario e reintrodotto la mancia come modalità di stipendio per le nuove generazioni anche questo fa parte delle convinzioni e teorie dei commis delle nuove elites finanziarie? Chiedete alla esimia teorica quante migliaia di ragazzotti stipendiati a voucher serviranno per pagare la pensione di un dirigente alitalia o di un presidente di corte costituzionale?
La fregatura della riforma è talmente evidente che nessuno la vuole vedere, non esiste piu' l'aspettativa di vita, per ogni aumento di aspettativa vengono pagati gli stessi anni di pensione e con la stessa cifra, peccato che qualcuno paga 35 anni di contributi, qualcuno 45 altri ne pagheranno anche di piu'.Non per niente nella riforma è stato previsto che chi guadagna molto possa andare in pensione prima, un sistema conveniente solo per lavoratori ben pagati già dai primi anni di lavoro.
E evidente che le pensioni impossibili degli anni passati frutto delle promesse di uno stato vergognoso devono essere pagate con l'assistenza della fiscalità generale (nuove tasse) e non certamente con i contributi versati da poveracci costretti a fare vite da precari e mance da fame e lavorare un anno si e uno no per 45-50 anni.