martedì 18 luglio 2017

APE SOCIALE SENZA RICAMBIO GENERAZIONALE…E FORSE PENSIONE DI GARANZIA PER I GIOVANI


Da una prima analisi dei dati delle domande presentate per Ape sociale e per Ape precoci emerge il fatto che la maggioranza sono state inoltrate da disoccupati (34.530 su 66.409) e perciò non potranno lasciare un posto di lavoro ai giovani disoccupati/precari che sono la massa di quell’esercito più grande d’Europa che ha visto con il jobs act un altro tassello della riduzione dei diritti senza un significativo sviluppo occupazionale.

Poiché non si riesce a far decollare un vero Piano di Lavoro, in particolare per i giovani, ecco che il dibattito viene focalizzato sulla pensione di garanzia futura.
Il punto è inserito nelle piattaforme sindacali ed è previsto nella fase due dell’Intesa governo-sindacati. Anche di questo si è discusso ad un seminario svoltosi  a Roma, presso la sede nazionale del Pd, Via Sant’Andrea delle Fratte (Non è una pensione per giovani. Rapporti tra generazioni e riforma del sistema previdenziale”) svoltosi lunedi 17 luglio alla presenza del ministro del lavoro Giuliano Poletti e dei segretari di cgil, cisl e uil con le conclusioni di Tommaso Nannicini passato da Palazzo Chigi alla segreteria del Pd Renzi.
In pratica un incontro politico, con la partecipazione anche di esperti ed esponenti del partito di maggioranza di governo. Presenti anche dei rappresentanti del gruppo "lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti".

Si è parlato anche di pensioni complementari e  di un minimo di 650 euro di assegno pensionistico per gli attuali lavoratori con carriere discontinue, futuri pensionati che abbiano almeno 20 anni di contribuzione (?) senza però specificare a quale età anagrafica potranno accedere alla pensione.

Di adeguamento dei requisiti all’aspettativa di vita se ne riparlerà a ottobre con i dati ufficiali Istat alla mano ma già si cerca un qualche escamotage per evitare non solo l’abolizione per tutti del meccanismo ma anche di un semplice rinvio generalizzato.
Tutti d’accordo, invece  a cercare di individuare le differenze di aspettativa di vita, i diversi mestieri da agevolare così come alcune agevolazioni per le donne.

Il dato di fatto, rimane comunque, che in Italia ci sono i requisiti pensionistici più lunghi d’Europa, la disoccupazione più alta in particolare giovanile e non esiste un reddito minimo garantito per i senza lavoro.

Lavoro oggi ai giovani e pensione agli anziani? 
Non sono cose rinviabili nell’ottica di prospettive pensionistiche future di lungo periodo.
Per cominciare adesso il ricambio generazionale vero e proprio è necessario agire nel breve periodo. Questo non può essere solo uno slogan che poi si sbiadisce nei “tavoli” tra governo e sindacati dovunque si svolgano.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Pietrino ha detto...
L' altra trovata del partito democratico la pensione garanzia per i giovani cioè i nostri figli,per questa idea geniale è andato a ripescare il professorino della Bocconi certo Nannicini ho detto bene la Bocconi aiutoooo, questi guru della politica non riescono a mandare in pensione i padri di questi poveri ragazzi che non hanno uno straccio di lavoro figuriamoci se hanno la capacità di garantire una pensione per loro, così come lo stato a garantito la nostra di pensione io dovevo uscire a 35 anni di contributi ne ho già 42 è sono ancora a lavoro malato e in cura per tumore alla tiroide aspetto con ansia le elezioni politiche spero democratichei
Pinelli Pietrino