domenica 2 luglio 2017

APE sociale per Maestre ed Educatrici Asili nido



L’Ape sociale è da “prendere al volo”, è un’occasione da non perdere, è un ponte per la pensione per “chi fa più fatica” e via di seguito.

Giornali on line, social, patronati e, naturalmente, l’Inps non mancano di pubblicare quasi quotidianamente servizi, commenti, notizie e approfondimenti sull’Ape social in particolare.

Anche sul sito del Governo è stato pubblicato un APPROFONDIMENTO:

Ape sociale - Anticipo pensionistico

Non di meno ha fatto il Ministero del Lavoro con comunicati e servizi anche in “salsa” propagandistica.

Pur tenendo conto del fatto che l’Ape sociale ed anche l’Ape precoci non è la soluzione agli effetti disastrosi della legge Fornero sulla generalità dei lavoratori e delle lavoratrici che aspirano alla pensione con requisiti accettabili e “umani”,  a parte tutte le distorsioni e i limiti del provvedimento, quello che sorprende è l’assenza totale di informazione tramite circolari riguardo in particolare  alle Insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido che rientrano nelle categorie dei Lavoratori dipendenti che svolgono attività particolarmente  pesanti (come descritte nell’all.A del Dpcm n.88 del 23 maggio 2017) e lo hanno svolto per almeno 6 anni negli ultimi 7, con 36 anni di contributi e che potrebbero rientrare tra i beneficiari dai 63 anni in poi. 

Il punto h dell’allegato A recita:   

“Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido


Le professioni comprese in questa unità organizzano, progettano e realizzano attività didattiche finalizzate, attraverso il gioco individuale o di gruppo, a promuovere lo sviluppo fisico, psichico, cognitivo e sociale nei bambini in età prescolare. Programmano tali attività, valutano l’apprendimento degli allievi, partecipano alle decisioni sull’organizzazione scolastica, sulla didattica e sull’offerta formativa; coinvolgono i genitori nel processo di apprendimento dei figli, sostengono i bambini disabili lungo il percorso scolastico. L’ambito della scuola dell’infanzia comprende : a. servizi educativi per l’infanzia (articolati in: nido e micronido; servizi integrativi; sezioni primavera) b. scuole dell’infanzia statali e paritarie.”

Sicuramente tante insegnanti dell’infanzia ed educatrici asili nido (il personale è prevalentemente femminile) che hanno superato i 63 anni di età ed hanno pure 36 anni di contribuzione avranno già fatto domanda ma il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca) e i Comuni da cui dipendono forse avrebbero fatto bene   ad informare i/le loro dipendenti di questa possibilità e come verrà articolata la fine del servizio considerato che per le insegnanti, in particolare, vige sempre la famosa regola della “continuità didattica” durante il corso dell’anno scolastico che permette l’uscita per pensionamento solo dal 1° settembre di ogni anno.

La questione della continuità didattica coinvolge anche i docenti  invalidi o che assistono familiari invalidi (in questo caso bastano 30 anni di contribuzione) che hanno fatto domanda o la faranno nei prossimi giorni per l’Ape sociale ma, forse, al Miur avranno pensato che fino al 15 ottobre c’è tempo per dare spiegazioni e istruzioni alle Segreterie scolastiche e al personale tutto.

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