sabato 29 luglio 2017

Ape: c’è posto per pochi anche per quello “volontario”

potranno usufruire se autorizzati...e se c'è posto

Come la metti la metti l’Ape non è la soluzione agli effetti disastrosi della legge Fornero sul sistema pensionistico pubblico ed anche l'Ape "volontario", prima criticato pure da cgil,cisl,uil, tutti ora sembra vogliano farlo passare come la soluzione "compassionevole" o ultima spiaggia per chi non rientrasse nell’Ape sociale in particolare per i disoccupati dai 63 anni in poi che non raggiungono i 30 anni di contribuzione per poter concorrere all'Ape sociale con relativa indennità sussidio a carico dello Stato.
A fronte di un approfondimento di tutte le clausole di tale formula prettamente finanziaria è evidente che oltre all’assurdità del prestito ventennale con interessi passivi a carico del richiedente ci sono una serie di problematiche difficilmente superabili per rendere accessibile il cosiddetto Ape volontario alle fasce deboli di lavoratori e lavoratrici ovvero a chi non ha reddito e/o ha maturato una futura pensione molto bassa.

Un servizio su PensioniOggi pubblicato nei giorni scorsi mette in evidenza alcune limitazioni dell’impianto nonostante gli apprezzamenti e il parere favorevole del Consiglio di Stato:
“Altra nota da considerare riguarda l'importo minimo dell'assegno che non può risultare inferiore a 702 euro al mese, al netto della rata di ammortamento del prestito richiesto. Tale condizione produce sostanzialmente l'esclusione dall'APE dei lavoratori che hanno un assegno lordo inferiore a circa 800 euro al mese e pone diversi limiti anche con riferimento alle classi di assegno tra gli 800 ed i mille euro lordi al mese: tali soggetti dovranno mixare il prestito tra entità mensile riscossa e periodo temporale di anticipo in misura tale che la rata di ammortamento del prestito non porti il reddito pensionistico al di sotto della predetta soglia. Fattore sul quale peseranno anche i tassi applicabili. In definitiva solo chi gode di assegni superiori almeno a mille euro lordi al mese potrà godere del massimo anticipo (cioè prendere il 75% dell'assegno netto maturato per un massimo di 43 mesi).
Si tratta di limitazioni da tenere in considerazione in quanto vanno ad escludere la fasce più deboli della popolazione. Si pensi ad esempio ad un lavoratrice dipendente senza lavoro che ha maturato 20 anni di contributi e 63 anni di età ed una pensione lorda mensile di 750 euro al mese: costei risulta esclusa sia dall'ape sociale (perchè non ha il minimo di 30 anni di contributi) ed anche dall'ape volontario perchè avrebbe una pensione di importo troppo basso per rispettare il vincolo sopra descritto.”  

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Martedì, 25 Luglio 2017

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