giovedì 29 giugno 2017

Prof. Marco Leonardi…le sue risposte non convincono e non sono precise



 

Le risposte del prof. Marco Leonardi, relative al tema pensionistico (vedi Pensioni: il consulente economico di palazzo Chigi intervistato parla dei programmi per il 2018), non convincono e soprattutto appaiono parziali e imprecise. In particolare la seconda e la terza sembrano mistificare la realtà e la stessa normativa in vigore in Italia dove sono presenti i requisiti pensionistici più alti d'Europa per la pensione di vecchiaia.

Nello specifico si ritiene che, per quanto riguarda la cosiddetta Ape volontaria
sarebbe meglio sempre precisare che non si tratta di “pensione” ma di un prestito bancario con interessi passivi a carico del lavoratore che si dovrà pagare anche la polizza premorienza ed altre spese di istruttoria, ecc. Poi quando comincerà a riscuotere il vero assegno pensionistico a 66 anni e 7 mesi o più dovrà restituire il tutto a rate per ventanni. Per agevolare il compito ad alcuni è stata pensata anche la RITA - rendita integrativa temporanea anticipata di cui non si parla più e non si prevede un’applicazione a breve per i lavoratori del privato mentre non è stata prevista l’anticipazione del TFS/TFR ai dipendenti pubblici che anzi si vedono sequestrate le somme accantonate per ben 12 mesi + 3 dopo i 66 anni e 7 mesi (per non parlare dei 24 mesi +3 per chi riesce ad uscire dal lavoro per "pensione anticipata" con 41/42 anni e 10 mesi di contribuzione). 

C'è "speranza di vita" per gli anziani costretti a lavorare a oltranza?
In merito poi alla presenza dell’aggiustamento automatico per aspettativa di vita  in tutti i paesi (atto amministrativo, non politico?) dovrebbe dimostrarlo citando le norme degli altri “paesi” facendo, possibilmente, una dovuta comparazione con la normativa nostrana di cui riproponiamo una cronologia pubblicata in questo blog con il post La pensione e la speranza di vita.


Come si può constatare non facciamo più di tanto obiezioni riguardo alle idee e convinzioni di Marco Leonardi (non condivisibili, visti gli attuali risultati) ma chiediamo una maggior precisione “tecnica” nelle risposte e giustificazioni plausibili sulla politica economica seguita da Palazzo Chigi grazie anche alle sue consulenze professorali e del predecessore Tommaso Nannicini.

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