giovedì 22 giugno 2017

OPZIONE DONNA: PETIZIONE BOOM PER LA PROROGA AL 2018

La legge Fornero ha eliminato per le donne la possibilità di accedere alla pensione volontariamente dai 60 anni di età lasciando però in vigore la norma anche se sperimentale di Opzione Donna 57/35.

Ci dovrà pur essere una risposta se tante donne lavoratrici esprimono la volontà di sacrificare una certa percentuale del proprio assegno pensionistico con il calcolo tutto contributivo per andare in pensione con 57/58 anni e più di età e minimo 35 anni di contribuzione che non sono certo pochi.
Un calcolo penalizzante ma ancor più penalizzante sembra essere, per chi sta firmando la petizione, la prospettiva di rimanere al lavoro o senza lavoro fino ai 66 anni e 7 mesi nel 2018 (donne del privato, autonome e del pubblico) oppure fino a raggiungere i 41 anni e 10 mesi di contribuzione per conseguire una pensione che comunque non sarà certo d’oro.

Le donne del Comitato, presenti anche alla manifestazione del 17 giugno a San Giovanni a Roma (vedi post Opzione Donna in Piazza contro i nuovi voucher e per la proroga al 2018) stanno raccogliendo consensi a livello politico e sindacale per la proroga di Opzione Donna a tutto il 2018 ma quello che conta è il coinvolgimento di tante donne ed anche uomini attraverso la petizione che marcia verso le diecimila adesioni.


LA PETIZIONE:


PROROGA AL 2018 DELLA LEGGE MARONI 243/04 "OPZIONE DONNA " CON GLI STESSI REQUISITI

1 commento:

scartabagat ha detto...

Non riesco proprio a capire le decisioni di questi politicanti. Con il calcolo contributivo cio che hai pagato ti viene dato indietro, allo stato non costa nulla, anzi se molte andassero in pensione con le vecchie regole allo stato costerebbe molto
Anche quando lo stato ci guadagna sei costretto a fare petizioni e andare in piazza per chiedre di farti fregare, ma dove li han trovati questi?