lunedì 15 maggio 2017

Tfs e Tfr: l’abuso della ritardata restituzione e il calcolo degli interessi

La buonuscita agli statali si paga dopo due anni (forse...)
E’ risaputo che i dipendenti pubblici oggi come oggi abbiano il privilegio di una maggiore stabilità del posto di lavoro rispetto ai dipendenti del privato. Questo è possibile per il personale degli ospedali pubblici, scuole, asili nido, ecc. che, magari dopo anni e anni di precariato, migrazioni varie in tutta la penisola, isole comprese, finalmente si sono trovati ad avere un posto di lavoro stabile e sicuro al servizio della Nazione. Questo “privilegio” (diritto che dovrebbe essere di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici) viene oggi rimproverato continuamente in tutte le salse a prescindere dai furbetti del cartellino.
I Contratti di lavoro non rinnovati da molti anni, disuguaglianze di vario tipo anche a livello pensionistico così come rispetto alla restituzione  del Trattamento di fine servizio o Trattamento di fine rapporto.

Aumentano i pensionamenti?
Dopo il blocco dei pensionamenti, subito a causa della legge Fornero, dal 2012 sembra che una certa fascia di dipendenti pubblici riuscirà ad andare in pensione con 41/42 anni + 10 mesi di contribuzione oppure al raggiungimento dei 66 anni e 7 mesi di età. Raggiunto tale faticoso traguardo c’è però la sorpresa della mancata restituzione del Tfs o Tfr in tempi ragionevoli (entro tre mesi dalla fine del servizio).

Quando si prende il risparmio accantonato detto anche buonuscita?

Sul quando si prende ricordiamo ancora il post “Buonuscita TFR/TFSdipendenti pubblici: erogazione sempre in tempi lunghi e a rate” mentre su quanto si dovrebbe prendere segnaliamo il link per una simulazione dell’importo da percepire:


Fatta una simulazione è chiaro che avendo lavorato dai 35 ai 43 anni è possibile raggiungere il tetto della prima rata da percepire (€.50.000) e nel caso della “pensione anticipata” così chiamata impropriamente  il Tfs si potrà percepire dopo 24 mesi più 3 in quanto il “fine servizio” viene considerato per “dimissioni volontarie”, come se un lavoratore o una lavoratrice volesse o potesse rimanere a oltranza anche dopo la riforma della P.A. – Madia (vedi  comma 5 D.L. 90/2014 così come sostituito dall’art. 1 -LEGGE 11 agosto 2014, n. 114). 
Comunque non è questo il punto che si vuole mettere a fuoco quanto, invece, il fatto che per qualsiasi prestito, anche per quello eventuale di Ape di mercato/finanziario, si debbano pagare interessi bancari e spese di istruttoria/pratica e assicurazione premorienza.

Prestito forzoso gratuito allo Stato del neo pensionato, prestito a pagamento al neo pensionato
Ora proviamo a simulare il fatto che un pensionante del P.I. abbia bisogno impellente per vari motivi dei suoi soldi che lo Stato non restituisce fino a 27 mesi e forse anche oltre (calcolando un certo interesse legale) e vediamo che ad esempio €.30.000 di un  prestito per 24 mesi andrebbe a costare €.1.355,45 mensili per un costo totale di €.32.550,00 circa. 

Insomma il legislatore (Governo e Parlamento), eletti e non eletti democraticamente, hanno definito come “pensione anticipata” quella acquisita con “dimissioni volontarie” (?) dopo 41/42 + 10 mesi di anzianità di servizio e se ti servono i tuoi soldi accantonati del Tfs (o almeno una parte) li puoi andare a chiedere in Banca o ad una Società Finanziaria per la modica spesa aggiuntiva di €. 2.550,00 circa.

Abuso, ingiustizia, truffa, furto ai danni del dipendente pubblico da parte dello Stato?
L’interrogativo è d’obbligo nel momento in cui tutti dovremo contribuire “serenamente” alla spesa pubblica per i privilegi dei politici con vitalizi e rimborsi vari, per mantenere pensioni d’oro, per finanziare i datori di lavoro con la decontribuzione senza che ci sia un vero sviluppo occupazionale, per salvare le banche private a suon di miliardi pubblici, per le spese militari inutili come anche certe grandi opere pure dannose per il territorio che hanno un pozzo senza fondo per i finanziamenti a carico della collettività, ecc. ecc.

1 commento:

Claudio ha detto...

Complimenti per l'articolo, concordo pienamente su quanto scritto.
Dopo aver lavorato 42 anni cercando di fare del proprio meglio sapendo che del tuo lavoro ne beneficeranno altri utenti,come dipendente pubblico mi vergogno di come siamo (mal)trattati.