sabato 8 aprile 2017

Ape aziendale ?

Questa tipologia di Ape, probabilmente, è destinata ad essere utilizzata poco e niente in quanto costerebbe qualcosa anche all’azienda oltre che al lavoratore. Tale formula riguarda i lavoratori che a maggio 2017 abbiano almeno 63 anni di età e almeno 20 anni di contributi.

 

Il testo inserito in legge di bilancio recita:

“I datori di lavoro del settore privato del richiedente, gli enti bilaterali o i fondi di solidarietà di cui agli articoli 26 e 27 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, possono, previo accordo individuale con il lavoratore, incrementare il montante contributivo individuale maturato da quest'ultimo, versando all'INPS in un'unica soluzione, alla scadenza prevista per il pagamento dei contributi del mese di erogazione della prima mensilità dell'APE, un contributo non inferiore, per ciascun anno o frazione di anno di anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, all'importo determinato ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184. Al contributo di cui al periodo precedente si applicano le disposizioni sanzionatorie e di riscossione previste dall'articolo 116, comma 8, lettera a), della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nel caso di mancato o ritardato pagamento dei contributi previdenziali obbligatori.”

ll datore di lavoro, escluse le amministrazioni pubbliche, “previo accordo individuale con il lavoratore” contribuirebbe ai costi del prestito bancario ventennale previsto per l’Ape volontaria tramite un versamento all’Inps di una contribuzione in base alla retribuzione percepita dal dipendente. In alternativa si potrebbe decidere di fare ricorso agli enti bilaterali oppure ai fondi di solidarietà.

Tale operazione dovrebbe ridurre il peso della rata di ammortamento da restituire con l'assegno pensionistico per il prestito finanziario con l’assegno pensionistico. I datori di lavoro si dovrebbero caricare di oneri aggiuntivi. I datori di lavoro solitamente sono riluttanti, salvo casi eccezionali, ad agevolare l’uscita di lavoratori seppur anziani con costi aggiuntivi a loro carico ed anche in questa occasione cercheranno di evitarlo.

Ulteriori chiarimenti anche per tale formula potrebbero venire dallo specifico Decreto attuativo di prossima pubblicazione…

1 commento:

scartabagat ha detto...

Secondo me le imprese preferiscono l' art. 4 della 92, piu' flessibile per chi ha esubero di personale.