martedì 14 marzo 2017

Le pensioni in Europa: gli altri Paesi cosa fanno a 60 anni dai Trattati?

60 anni, è ora di andare in pensione?


Per la pensione gli italiani non sono “europei” ma extraterrestri…


L’APE (Anticipo Pensionistico) in Europa non esiste come non esiste una legge come quella approvata dal governo Monti/Fornero sostenuto da una maggioranza parlamentare che tutt’oggi insiste nel sostenerla nel suo impianto principale.

Siamo a pochi giorni dalle celebrazioni per i 60 anni dei Trattati di Roma – 25 marzo – ed anche in questa occasione non potevano mancare discorsi retorici anche del Ministro Poletti che “ha auspicato a breve l'adozione del nuovo Pilastro europeo dei diritti sociali promosso dalla Commissione: sarebbe un forte segnale che l'Europa è in grado di reagire nei temi del sociale, offrendo risposte adeguate per i nostri tempi, innovando e rinnovando il modello sociale che ne è stato uno dei prodotti più originali. (60 anni di Europa - Ministero del lavoro e delle politiche sociali) il testo si conclude con la frase: “Un'Europa che possa a pieno titolo definirsi Unione europea.


Parole astratte che calate nella nostra realtà significano jobs act, disoccupazione, precariato e voucher (da abolire) per i giovani e legge Fornero, Ape social e Ape con prestito bancario ventennale (in fase ancora di studio…per l’emanazione dei decreti attuativi) per ultrasessantenni e lavoratori precoci o carriera lunga oltre i 40 anni che aspirano alla pensione.

Sulla questione del sistema pensionistico sarebbe da interrogarsi, ancora una volta, come funziona  negli altri Paesi europei:

PENSIONE DI VECCHIAIA 

Quella che segue è una breve sintesi dei requisiti pensionistici per l'accesso al pensionamento in Italia ed in altri Paesi europei:

ITALIA 
Il pensionamento viene gradualmente aumentato anche in base all'aumento della speranza di vita. A partire dal gennaio 2021, l'età pensionabile non può essere inferiore a 67 anni (69 anni 9 mesi entro il 2050).
Dal 1° gennaio 2016 per le lavoratrici del settore privato il requisito è  65 anni e 7 mesi (fino al 31 dicembre 2017);
per le lavoratrici autonome e para-subordinate, 66 anni e 1 mese (fino al 31 dicembre 2017);
per i lavoratori di sesso maschile del settore privato, i lavoratori autonomi e para-subordinati, 66 anni e 7 mesi (fino al 31 dicembre 2018);
per i dipendenti pubblici (uomini e donne), 66 anni e 7 mesi (fino al 31 dicembre 2018)
Dal dal 1°gennaio 2018 completa equiparazione per tutti e tutte (ex articolo 24, comma 6, del D.L. 201/2011) 66 anni e 7 mesi con possibilità di aumento in base all’aspettativa di vita dal 1° gennaio 2019.

Altri Paesi europei - requisito di accesso alla pensione di vecchiaia:

Austria – uomini 65 anni – donne 60 anni

Belgio – 65 anni uomini e donne
Cipro – 65 anni uomini e donne
Croazia - 65 anni uomini - donne 61 anni
Danimarca - 65 anni uomini e donne
Estonia - uomini 63 anni – donne 62 anni
Finlandia - dai 63 ai 68 anni (libera scelta)
Francia - 62 anni uomini e donne
Germania –  67 anni (età pensionabile standard). La legge sull'adeguamento dell'età pensionabile per lo sviluppo demografico e il rafforzamento dei principi di finanziamento legale di assicurazione pensionistica (Evo Act – RV Altersgrenzenanpassungsgesetz) del 20 aprile 2007 prevede che l'età pensionabile debba essere gradualmente aumentata a 67 anni nel periodo 2012-2029, a partire da coloro che sono nati nel 1947. Il primo aumento ammonta a un mese all'anno (65 a 66) e il seguente a due mesi l'anno (66 a 67). Per tutti coloro che sono nati dopo il 1963 l'età pensionabile si raggiunge a 67 anni.
Liechtenstein - 64 anni uomini e donne
Lituania - uomini 63 anni - donne 61
Lussemburgo - 65 anni uomini e donne
Malta - 62 anni uomini e donne
Regno Unito - 65 anni uomini e donne
Repubblica Ceca – 63 anni uomini e donne
Romania 65 anni - uomini e donne
Spagna 65 anni - uomini e donne
Slovenia 65 anni - uomini e donne
Slovacchia - 62 uomini e donne
Svezia - dai 61 ai 67 anni uomini e donne
Svizzera - uomini 65 - donne 64
Ungheria - 63 anni uomini e donne

Per maggiori ragguagli e precisazioni sui dati, compresa la pensione anticipata in Europa vedi Il dossier - Camera dei Deputati del 2015.

Considerato quanto sopra l’Italia, anziché continuare a fare da battistrada verso il peggio, dovrebbe invece seguire l’esempio di altri Paesi che, nonostante la crisi economica dei quasi ultimi dieci anni, non hanno peggiorato più di tanto i loro sistemi pensionistici seppur prevedendo in diverse realtà delle penalizzazioni per la flessibilità pensionistica oppure dei bonus per chi volontariamente rimane al lavoro più a lungo. 


In particolare la Francia mantiene un sistema equilibrato tenendo in considerazione l’aumento dell’età media di vita ma non per questo ha introdotto norme ciniche alla “Fornero” e per ora l’età legale per l’accesso alla pensione è quella dei 62 anni con agevolazioni per i lavoratori lunga carriera ed in base all’inizio dell’attività lavorativa o i contributi versati. Agevolazioni anche per gli addetti ai lavori usuranti e per gli invalidi che possono lasciare il lavoro dai 55 anni di età (Le pensioni in Francia:l’erba del giardino del vicino é sempre più verde?)

1 commento:

rod ha detto...

Gli italiani simeritano il peggior sistema pensionistico d'europa: abbiamo ancora tra i piedi la cinica riforma fornero e nessun partito,nessun raggruppamento politico si e' mai adoperato per un cambiamento radicale abolendola,da diversi anni c'e' chi a parole dice che vorrebbe cambiarla ma intanto ogni mattina,sempre piu' ultrasessantenni si chiedono come faranno ad arrivare alla soglia dei 70 con il fisico e la testa che cominciano a non reggere piu' .
E' veramente troppo,invidiamo i francesi per la loro capacita' di mobilitazione sociale e non a caso il governo francese sulle pensioni non ha fatto la macelleria sociale che il governo monti,fornero ha creato in itlia.
Intanto operai edili muoiono sul lavoro nel menefreghismo del governo e sindacati gialli,concertativi e collaborativi col governo si riempiono la testa e ci disgustano in tv coi loro discorsi retorici.
Damiano e il suo adorato pd tacciono sulle pensioni,cgil cisl uil idem ,mentre un certo populismo prende piede in questa situazione bloccata coi le pen italiani che a parole dicono che aboliranno la legge fornero se governeranno,ma chi ci crede?quando erano loro al governo intanto hanno allungato anche loro l'eta' pensionabile ( lega e f i per esempio) e il cosidetto centro sinistra negli anni dopo il 2011 si e' guardato bene dall' intervenire sul tema.
Ora la lotta dei 41 per tutti(cosidetti precoci) dovremmo appogggiarla ,contro la censura che in questi giorni si sta vedendo al lingotto,questa notizia nessun media l'ha trattata.
Si teme un 'esplosione di malcontento sociale e preventivamente non si da' la giusta informazione.
Bella democrazia sospesa,bloccata .Nel nostro paese,senza un governo eletto si fanno le peggiori cose..ma la pazienza ha pur un limite!
Nelle sole piattaforme di programma dei sindacati di base si legge di abolizione della fornero ma tra il dire ( o scrivere ) e ilfare,dovremmo essere noi italiani ad organizzarci sul territorio ogni giorno senza tregua per vedere cambiare le cose,quando accadra?
Pie speranze?certo non vivo sulla luna ,ma l'individualismo che ora impedisce sbocchi politici non potra' continuare per molto
Che aspettiamo ?altri morti per lavoro,altri anziani che cadono dalle impalcature,altri infermieri e insegnanti stanchi e scoppiati che in modo autolesionista fanno male il loro lavoro ,creando danno a se stessi e ai propri utenti?
Se c'e' ancora un briciolo di coscienza collettiva e' ora di agirla,nel sociale,gestendo il diffusissimo malcontento che si respira da tempo.
Pubblicabile? O non congruo ?.Grazie in ogni caso,davvero!