lunedì 20 marzo 2017

Il cumulo contributivo: qualcosa non va

Il cumulo non è la ricongiunzione ma permette comunque di arrivare al requisito contributivo per la pensione anticipata e di vecchiaia senza dover pagare oneri aggiuntivi ma non si capisce perché non dovrebbe essere valido anche per i lavoratori precoci. 

Un articolo su PensioniOggi mette in rilievo il fatto che non é possibile per i lavoratori precoci cumulare i contributi versati in diverse casse previdenziali ai fini del raggiungimento della quota 41 Pensioni, Niente Cumulo per la Quota 41 dei Lavoratori Precoci, 20 Marzo 2017.

Altro punto che crea diseguaglianza tra i lavoratori sono i termini di pagamento delle indennità di fine servizio (Tfs) dei dipendenti pubblici:
In sostanza la Circolare Inps n. 60 del 16/3/2017   dice:
“Come accennato in premessa, il comma 196 dell’articolo 1 della legge n. 232 del 2016, prevede una particolare decorrenza dei termini di pagamento delle indennità di fine servizio comunque denominate spettanti al personale dipendente dalle amministrazioni di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché a quello dipendente dagli enti pubblici di ricerca, che si avvale della facoltà di cumulo dei periodi assicurativi utili ai fini pensionistici.
Per il personale che cessa dal servizio usufruendo di tale facoltà, il termine di pagamento applicabile al relativo trattamento di fine servizio o di fine rapporto sarà quello ordinario previsto dall’articolo 3, comma 2, del decreto legge 28 marzo 1997,  n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge n.140 del 1997, ovvero la prestazione sarà pagabile non prima di dodici mesi decorrenti dal compimento, da parte dell’interessato, dell’età anagrafica prevista dall’articolo 24, comma 6, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito dalla legge n. 214 del 2011 e non dalla cessazione del rapporto di lavoro da parte dello stesso.

In tale fattispecie, pertanto, l’indennità di fine servizio comunque denominata verrà corrisposta agli aventi diritto dopo dodici mesi, ed entro i successivi novanta giorni, decorrenti dal raggiungimento del requisito anagrafico previsto per la pensione di vecchiaia dal vigente ordinamento.”

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