mercoledì 15 febbraio 2017

Pensioni: abolire l’adeguamento automatico della speranza di vita


L’introduzione del meccanismo di adeguamento automatico della speranza di vita ai requisiti pensionistici risale a qualche governo fa (vedi post La pensione e la speranza di vita).

Il peccato originale non è del governo Renzi ma sicuramente anche tale governo fallimentare non ha fatto niente di niente per fermare questo ulteriore cinico meccanismo di allungamento dei requisiti pensionistici applicando meccanicamente la normativa approvata in precedenza e  lavandosi le mani da qualsiasi valutazione sociale lasciando così ai dati Istat la decisione di come far crescere l’età pensionabile all'infinito (COME CRESCE L'ETA' PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA Anno ...).

Nell’accordo con i sindacati confederali del 28 settembre 2016 (LEGGI IL VERBALE D'INTESA (PDF))  è stato scritto che “nell'ambito' del necessario rapporto tra demografia e previdenza e mantenendo l'adeguamento alla speranza di vita, valutare la possibilità di differenziare o superare le attuali forme di adeguamento per alcune categorie di lavoratrici e lavoratori in modo da tenere conto delle diversità nelle speranze di vita (si vedano le raccomandazioni del rapporto OCSE, Fragmentation ofretirement markets due to differences in life expectancy, 2016);”.

Qualsiasi valutazione nel merito dovrebbe portare in ogni caso, senza ulteriori tentennamenti, ad affermare doverosamente il principio dell’abolizione dell’automaticità di tale meccanismo e a rivedere quanto già applicato sia alle pensioni di vecchiaia ed ancora di più a quelle di anzianità contributiva. 

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