domenica 5 febbraio 2017

Boeri e il “debito pensionistico implicito”



Le uscite del Presidente dell’Inps hanno sempre una forte risonanza e tutti cercano di capirne anche il linguaggio e i termini tecnici che riguardano le sue analisi e le sue proposte non sempre facili da tradurre da parte di lavoratori e di lavoratrici alle prese con la continua rincorsa al traguardo del requisito pensionistico che mano a mano viene allungato con varie norme come la legge Fornero oppure tramite il trucco dell’adeguamento automatico dell’aspettativa di vita che rende impossibile la certezza del diritto alla pensione  soprattutto di quando si andrà in pensione.

Nel post Pensioni: Ape Poletti da maggio… viene riportato il video dell’audizione del Ministro del Lavoro al Senato dove si è parlato anche di debito implicito e di sostenibilità dei conti della previdenza.

I ragionamenti dell’ex Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e di quello attuale Giuliano Poletti non sono apparsi di facile comprensione quando si tenta di giustificare la riduzione dei diritti con questa o con quella teoria di politica economica e con i meccanismi tecnici del bilancio pubblico oppure con il detto  “la Ue vuole o non vuole dall’Italia” sulle pensioni quello che non chiede ad altri Paesi.

Ritornando a Boeri si sottolinea che parla ancora di “solidarietà intra o intergenerazionale” (come scrisse Elsa Fornero nella famosa legge che porta il suo nome) e viene ricordata la spesa delle baby pensioni che pagano i pensionandi di oggi (anche le pensioni d’oro) e che le stesse generazioni (in particolare nati 52,53,54,55,56,57…) dovrebbero continuare a pagare  con riduzioni pensionistiche e allungamenti dei requisiti per accedere alla pensione.

La generazione di mezzo anni ‘50 e ‘60  deve essere sacrificata in tutto e per tutto sull’altare della solidarietà intra e intergenerazionale per gli errori di politica economica dei passati e presenti governi?

Garantire una pensione con il sistema a ripartizione ai pensionati in essere ed anche la pensione ai privilegiati beneficiari di baby pensioni e pensioni d’oro e nel contempo garantire la pensione alle generazioni future anni ’80 distrutte e massacrate da flessibilità e precariato con riforme ventennali del mercato del lavoro sembra sia la missione storica della “generazione di mezzo” o “messa in mezzo” a cui viene impedito il pensionamento.

Certo è vero che dopo il “non lavoro” i giovani  rischiano di vivere anche la “non pensione” ma non certo per mancanza di solidarietà intergenerazionale ma più semplicemente per le politiche neoliberiste dei governi negli ultimi vent’anni che hanno visto in ultimo il jobs act delle finte tutele crescenti senza art.18, dei voucher e delle effettive decontribuzioni previdenziali che sicuramente hanno danneggiato ancora i conti del sistema pensionistico senza effettivo sviluppo occupazionale.    

Cosa dice e scrive Tito Boeri in merito alle prossime pseudo riforme del sistema pensionistico inserite nella legge di bilancio ed ancora da attuare?

www.lavoce.info ,03.02.17
Un intervento del consigliere economico di Palazzo Chigi su questo sito e una sessione della Commissione Lavoro della Camera hanno voluto sminuire l’importanza delle stime del debito previdenziale implicito. Un atteggiamento pericoloso per un paese che continua a scaricare oneri sulle generazioni future. 
Cos’è il debito implicito
Il debito pensionistico implicito misura il valore attuale del flusso di prestazioni pensionistiche future previste a legislazione vigente, al netto dei contributi che verranno versati. Nelle stime dell’Inps si guarda non solo agli attuali lavoratori e pensionati, ma anche alle generazioni future. []

1 commento:

scartabagat ha detto...

non facciamoci fregare dai calcoletti dei bocconiani. Ogni mese vengono stampati 80 miliardi di euro per tenere in piedi il sistema bancario fallito. perché non usarli per coprire i costi sociali e il welfare.chi lo ha deciso come usare questi soldi? le sue frignate alla fornero boeri le vada a raccontare alla BCE, non a noi che i contributi siamo stati costretti a pagarli. le banche non son state costrette a giocare con i derivati.Non facciamoci fregare dalle menzogne di questa vergognosa classe dirigente