venerdì 6 gennaio 2017

Pensione: una lotteria o un diritto?




Anno 2017 - I requisiti “Fornero” per l’accesso alla pensione sono rimasti tali e quali sia per la pensione anticipata con 41/42 anni di contributi +10 mesi e sia per la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi per uomini privato e pubblico e donne del pubblico mentre per le donne del privato il requisito è di 65 anni e 7 mesi (autonome 66 anni e 1 mese). Il tutto riepilogato con relative proiezioni per il prossimo futuro  sul sito dell’Inps Pensione anticipata - INPS - Informazioni e Pensione di vecchiaia - INPS - Informazioni. Una deroga una tantum viene concessa con quota 96 al 2012 ma solo ai dipendenti del privato (vedi Pensione a 64 anni e 7 mesi con quota 96 al 2012 – solo privato).

Ci sono poi le pensioni per gli addetti ai lavori usuranti (Lavori usuranti - Inps) che avranno alcune agevolazioni con l’applicazione delle norme previste nella legge di bilancio 2017.

Sempre in legge di bilancio sono previste una serie di provvedimenti che non cambiano la sostanza della legge Fornero. L’Ape social sarà una sorta di lotteria a contatore per disoccupati, disagiati e addetti a lavori gravosi, l’Ape aziendale se l'imprenditore si accorda con il lavoratore e l’Ape di mercato/volontario con prestito bancario ventennale + interessi e spese per assicurazione premorienza su cui quasi nessuno concorda.
Completa il quadro l’inganno ai danni dei lavoratori precoci con 41 anni di contributi sempre solo per quelli che rispondono ai medesimi requisiti stabiliti per l’Ape social al fine di poter percepire una indennità sussidio fino al raggiungimento del requisito per la pensione anticipata.

L’interrogativo, di fronte a questa marasma di norme, che si pongono in tanti è se tutto ciò abbia mandato in soffitta qualsiasi velleità di lotta sindacale alternativa  e di movimento per  una Piattaforma Rivendicativa al fine di ottenere l’accesso alla pensione previdenziale  con requisiti equi e giusti per tutti a partire dai 62 anni di età oppure dai 40/41 anni di contribuzione a qualsiasi età, 65 anni per la pensione di vecchiaia e abolizione dell’applicazione automatica della speranza di vita.

La ripresa di una iniziativa e di mobilitazione non solo dei lavoratori precoci molto probabilmente dipenderà comunque dalla volontà di lotta da parte del resto dei lavoratori a partire dai posti di lavoro privato e pubblico che non vogliano rimanere passivi aspettando i 66 anni e 7 mesi oppure farsi imbrigliare dall’Ape social/lotteria o dall’Ape con debito perenne per far salire le quotazioni in borsa delle Banche e delle Compagnie di Assicurazione.

Nessun commento: