domenica 22 gennaio 2017

Pensione in tarda età per i dipendenti pubblici, a quando il ricambio generazionale?


EFFICIENZA, INFORMATIZZAZIONE, DEMATERIALIZZAZIONE E DIGITALIZZAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, SCUOLA COMPRESA, CON LAVORATORI SEMPRE PIU’ VECCHI E MALPAGATI.

Il risultato del blocco del turn over e dell’allungamento dei requisiti pensionistici in base alla legge Fornero e alla applicazione automatica della indicizzazione dell’aspettativa di vita produce dei risultati statistici che ancora una volta non lasciano dubbi.

Stavolta è la Ragioneria generale dello Stato che documenta i dati:
"gli ultrasessantenni in servizio nella Pa sono 372.932 e superano di molto i “giovani” di 35 anni che nel 2015 erano 260.065 mentre quelli con meno di 40 anni erano 550.000".

Insomma alla fine del 2015 oltre ad un calo della forza lavoro impiegata c’è un continuo aumento dell’età media  superiore alla soglia dei 50 anni che alla fine del 2016 con a disposizione i nuovi dati, naturalmente, è destinata ad aumentare ancora rispetto a quello indicato dei 6 anni e 4 mesi per il periodo 2001-2015.

Sempre la Rgs spiega che il blocco dei contratti nel periodo 2007-2015 ha impoverito i dipendenti pubblici che hanno subito un tasso di inflazione quasi doppio rispetto agli incrementi stipendiali.

Pubblica Amministrazione, Ospedali pubblici, Scuole, Asili nido e tanti altri servizi efficienti con organici ridotti e personale sempre più anziano e malpagato?

In tutto questo discorso, da parte di servizi giornalistici, vengono sottolineati anche gli episodi riferiti ad alcuni  “furbetti del cartellino” che non riguardano certo la maggioranza dei lavoratori della Pa che fanno funzionare i servizi pubblici nonostante tutte le difficoltà della situazione descritta con i dati della Rgs. Tanto per non dimenticare, ai servizi pubblici, l’unica alternativa sono i “privati” con costi che sicuramente la maggioranza non si potrebbe permettere e perciò rimarrebbe fuori, ad esempio, dall’assistenza sanitaria come già succede a tanti anziani con una ricaduta sull’aumento della mortalità e conseguente diminuzione dell’aspettativa di vita…


(RGS - 19 gennaio 2017)

2 commenti:

Salvo ha detto...

CHissa quando 315 senatori e 630 deputati se ne accorgeranno ....................
Non hanno figli che frequentano le scuole, non si ammalano mai perchè se si ammalano sfruttano spesso le strutture private, non fanno mai la fila per un certificato, un documento, il pagamento di un ticket.............

............. viva l?talia

scartabagat ha detto...

Cosa puoi sperare da un paese ormai senza guida, dove si vive di elemosine e volontariato.
Un paese dove la tv di stato chiede l'elemosina per tutto, i malati, i terremotati e spende 650 mila euro per pagare chi presenta il circo della canzonetta, di soldi nostri, che siamo obbligati a pagare ogni mese.