domenica 8 gennaio 2017

Buonuscita TFR/TFS dipendenti pubblici: erogazione sempre in tempi lunghi e a rate


La normativa per la erogazione del Tfr/Tfs ai dipendenti pubblici (compreso il personale della scuola) non è cambiata e perciò i tempi e le modalità rimangono quelli previsti nella Circolare numero 73 del 05-06-2014 - Inps:

A RATE
Pagamento rateale dei Tfs e dei Tfr ai dipendenti che cessano dal servizio a partire dal 1° gennaio 2014

2.1 Dipendenti che maturano il diritto a pensione dopo  il 31 dicembre 2013

Per i dipendenti che cessano dal servizio dal 1° gennaio 2014 e che conseguono i requisiti pensionistici a decorrere dalla stessa data, si applica la disciplina  di cui all’art. 1, comma 484, della legge 147/2013 e i trattamenti di fine servizio e fine rapporto, comunque denominati, vengono corrisposti:
  1. in un unico importo annuale se l'ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, è pari o inferiore a 50.000 euro;
  2. in due importi annuali se l'ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, è superiore a 50.000 euro ma inferiore a 100.000 euro; in tal caso il primo importo annuale è pari a 50.000 euro ed il secondo importo annuale è pari all'ammontare residuo;
  3. in tre importi annuali se l'ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, è uguale o superiore a 100.000 euro; in tal caso il primo importo annuale è pari a 50.000 euro, il secondo importo annuale è pari a 50.000 euro e il terzo importo annuale è pari all'ammontare residuo.
QUANDO?
Regime generale
È il regime valevole per le cessazioni dal servizio successive al 31 dicembre 2013 per i dipendenti che conseguono il diritto a pensione dopo tale data.

Termine breve: entro 105 giorni dalla cessazione
In caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso, trova applicazione il termine breve in relazione al quale la prestazione deve essere liquidata entro 105 giorni dalla cessazione. In particolare, si ricorda che l’ente datore di lavoro è tenuto a trasmettere all’Inps gestione dipendenti pubblici  la documentazione necessaria entro 15 giorni dalla cessazione  del dipendente; l’Istituto,  a sua volta, provvede a corrispondere la prestazione, o la prima rata di questa, entro i tre mesi successivi alla ricezione della documentazione stessa. Decorsi questi due periodi  sono dovuti gli interessi.

Termine di  12 mesi
La prestazione non può essere liquidata e messa in pagamento prima di dodici mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro quando questa è avvenuta per:
  • raggiungimento dei limiti di età; a questo proposito si sottolinea che rientrano tra le cessazioni per limiti di età i collocamenti a riposo d’ufficio disposti dalle amministrazioni al raggiungimento del limite di età ordinamentale (65 anni per la maggior parte dei dipendenti pubblici), anche se inferiore al limite di età per la pensione di vecchiaia, e in presenza dell’avvenuto conseguimento del diritto a pensione; si rammenta, infatti, che  con norma di interpretazione autentica contenuta nell’art. 2, comma 5, del decreto legge 101/2013 è stato ribadito  che l'articolo 24, comma 4, secondo  periodo,  del  decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214, va inteso  nel  senso  che  per  i  lavoratori  dipendenti  delle pubbliche  amministrazioni  il  limite  ordinamentale,  previsto  dai singoli  settori  di  appartenenza  per  il  collocamento  a   riposo d'ufficio e vigente alla data di entrata in vigore del  decreto legge stesso, non è modificato dall'elevazione  dei  requisiti  anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia e  costituisce  il  limite  non superabile, se non per il trattenimento in servizio o per  consentire all'interessato  di  conseguire  la  prima  decorrenza  utile   della pensione ove essa non sia  immediata,  al  raggiungimento  del  quale l'amministrazione deve far cessare il rapporto di lavoro o di impiego se il lavoratore ha conseguito, a qualsiasi titolo, i  requisiti  per il diritto a pensione;
  • cessazioni dal servizio conseguenti all’estinzione del rapporto di lavoro a tempo determinato per raggiungimento del  termine finale fissato nel relativo contratto di lavoro (cfr. circolare Inpdap n. 30 del 1° agosto 2002 che ha chiarito che questa  casistica è equiparata all’ipotesi di cessazione per limiti di servizio);
  • cessazione dal servizio a seguito di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro ai sensi dell’art. 72, comma 11, del decreto legge 112/2008, convertito con modificazioni dalla legge 133/2008 (cfr. messaggio n. 8381 del 15 maggio 2012).
Nei casi riferibili al termine in esame la gestione dipendenti pubblici non può procedere alla liquidazione e al pagamento della prestazione, ovvero della prima rata di questa,  prima che siano decorsi dodici mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Decorso tale termine, l’istituto deve mettere in pagamento la prestazione entro 3 mesi. Decorsi questi due periodi (complessivamente pari a 15 mesi)  sono dovuti gli interessi.

Termine di 24 mesi
La prestazione non può essere liquidata e messa in pagamento prima di 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro, quando questa è avvenuta per cause diverse da quelle sopra richiamate, anche nell’ipotesi  in cui non sia stato maturato il diritto a pensione. Tra queste cause si ricordano in particolare:
  • le dimissioni volontarie, con o senza diritto a pensione anticipata;
  • il recesso da parte del datore di lavoro (licenziamento, destituzione dall’impiego etc.).
Nei casi rientranti nel termine in esame la gestione dipendenti pubblici  non può procedere alla liquidazione e al pagamento della prestazione, ovvero della prima rata di questa,  prima che siano decorsi 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Scaduto il termine, l’istituto deve mettere in pagamento la prestazione entro 3 mesi. Decorsi questi due periodi (complessivamente pari a 27 mesi) sono dovuti gli interessi.


Conferme e ulteriori precisazioni con la Circolare numero 154 del 17-09-2015 - Inps 


In ultimo, lo stesso "trattamento" vale anche per quelli che rientreranno, in particolare, nell’Ape social o nella platea dei lavoratori precoci con 41 anni di contribuzione.
Tutti dovranno aspettare comunque i termini stabiliti per la pensione di vecchiaia oppure per quella anticipata come stabilito in legge di bilancio 2017:

“…i termini di pagamento delle  indennita'  di  fine  servizio
comunque denominate di cui all'articolo 3 del decreto-legge 28  marzo
1997, n. 79, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  28  maggio
1997, n. 140, iniziano a decorrere al  compimento  dell'eta'  di  cui
all'articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.  201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214,
e sulla base della disciplina vigente in  materia  di  corresponsione
del trattamento di fine servizio comunque denominato.” 

4 commenti:

scartabagat ha detto...

Eccola la truffa, si vede bene. A 63 anni potrei licenziarmi, prendermi il TFR e aspettare la pensione. I contributi sono gli stessi, li perdo anche con l ape, perche devo ricorrere al debito delle banche e mangiarmi la già magra pensione?
Esiste una legge che obbliga lo stato a pagare i suoi debiti con le imprese in 30 giorni, per i lavoratori invece sono 24 mesi, PERCHE???, siamo forse più ricchi degli imprenditori e possiamo stare anni senza riavere i nostri soldi?

maria ha detto...

si. conviene licenziarsi. Io, potendo andare in pensione con il cumulo ( 15 anni inps e 27 anni inpdap sempre stando alla stessa scrivania) dovrei lasciare per circa 8 anni i soldi della liquidazione in mano a loro. Meglio licenziarsi un pò prima e prendere la liquidazione in 24 mesi dalla dimissione volontaria.

Dino ha detto...

Vorrei un informazione sono in pensione dal 1 ottobre 2015 ex dipendente pubblico con 37 anni di contributi...quando mi sarà liquidata la buonuscita?

Diritto alla Pensione ha detto...

Per Dino, la risposta la dovresti trovare nelle Circolari Inps pubblicate in base alla modalità di pensionamento, in ogni caso visto che sono già passati quasi 20 mesi, il miglior suggerimento è di recarsi direttamente all'Inps con tutte le carte oppure ad un patronato.