sabato 10 dicembre 2016

La pensione per i parlamentari e quella per i lavoratori…

E' veramente questo il nodo della questione?

Ancora una volta sembra che la finanza e le banche debbano dettare l’agenda di un nuovo governo tecnico o semitecnico che dovrebbe andare a sostituire Renzi e il giglio magico “leopoldino” cacciato dal voto sociale e popolare referendario.

Votare subito o dopo? 

Uno dei motivi di una certa polemica politica sembra se si debba votare subito oppure fra 8/9 mesi e la cosa viene colorata con la questione della maturazione del diritto alla pensione per i parlamentari al primo mandato.

Un articolo su “il post.it” riassume in maniera semplice la questione:

"La storia di vitalizi e “pensioni d’oro”

Cosa c'è di vero nella teoria per cui i parlamentari non vogliono andare a elezioni anticipate per paura di perdere la pensione

In questi giorni il Movimento 5 Stelle e giornali come il Fatto Quotidiano sostengono che una parte dei parlamentari sarebbe contraria alle elezioni anticipate per non perdere il diritto al “vitalizio”, il trattamento pensionistico privilegiato di cui godono…"


Le pensioni d’oro e i vitalizi d’oro in effetti sono quelle rendite di “vecchio conio” che andrebbero riviste ma sono difficili da estirpare in quanto i “privilegiati” si appellano al diritto acquisito intoccabile dal punto di vista costituzionale, secondo loro.

Per quanto riguarda i parlamentari, abolito il vitalizio vero e proprio, esiste oggi, dal 2011, la pensione per i deputati e la pensione per i senatori i quali in base a diverse condizioni potranno percepire l’assegno pensionistico di una certa entità a 65 anni di età con cinque anni di anzianità da parlamentare oppure a 60 anni di età con più di una legislatura (10,15, ecc. anni di lavoro…)

Tale norma sarebbe auspicabile che fosse applicata a tutti i lavoratori nello spirito di uguaglianza dettato dalla Costituzione voluta nel ’48 e confermata dagli italiani il 4 dicembre 2016.
Più tempo lavori e prima vai in pensione e con cinque anni di contribuzione avrai comunque una pensione previdenziale dai 65 anni.

Pensione flessibile dai 60/62 anni di età con 35 di contribuzione previdenziale oppure con 40/41 anni di contribuzione a qualsiasi età, 65 anni di età per l’accesso alla pensione di vecchiaia.
Su questa linea i deputati attuali o futuri avrebbero dovuto o dovrebbero legiferare senza tentennamenti invece la Commissione Lavoro della Camera ha discusso numerose proposte di legge a partire dalla famosa 857 di Damiano, ben sapendo delle norme che regolano il loro status pensionistico, ma alla fine in tanti hanno votato a Montecitorio (prima della sconfitta di Renzi del 4 dicembre) l’Ape sociale e l’Ape volontario con prestito pensionistico ventennale gravato anche da interessi bancari e spese di assicurazione premorienza.
In questa situazione lavoratori e lavoratrici che svolgono lavori pesanti e pericolosi, facenti capo ad un elenco molto risicato, dai 63 anni riceveranno una indennità assistenziale (sussidio) fino ai 66 anni e 7 mesi pur avendo versato addirittura 36 anni di contributi.
Ancora peggio è andata ai lavoratori precoci con 41 anni di lavoro sulle spalle che potranno accedere all’indennità/sussidio se in condizioni disagiate compreso lo stato di disoccupazione, disabile con una percentuale pari o superiore al 74%, assistono un familiare disabile oppure svolgono lavori pesanti o pericolosi elencati nella tabella inserita in legge di bilancio.
I sindacati confederali?
I parlamentari della maggioranza Renziana hanno votato l'Ape ma ancora “meglio” hanno fatto i sindacati che dovrebbero rappresentare gli interessi dei lavoratori firmando una intesa senza neanche pretendere la pensione previdenziale per i lavoratori carriera lunga con 40/41 anni di contribuzione e tentare di bloccare l’Ape volontario con mutuo obbligatorio .

2 commenti:

rod ha detto...


Chi puo' favorire il superamento delle divisioni tra le sigle diverse dei sindacati di base ,se non la crescita dei militanti assieme ,o contro,i loro vertici all'interno di queste organizzazioni
Come accaduto purtroppo raramente ,oggi potrebbero e dovrebbero impegnarsi per un niziativa COMUNE contro l' APE, con l'unita' di tutti ,saltando oltre le divisioni,e sarebbe gia' un grande successo.
Se l'inutilita' ' dell'ape come strumento per la flessibilita' in uscita e' gia' cosi' evidente ,diverso e' comunque che la sua bocciatura venga decretata dai molti ,respinta da un movimento che la contesta DA SUBITO e non dal suo fallimento tra qualche mese quando si conteranno i pochissimi ,evidentemente agiati ,che potranno permetterselo.
I vertici dei sindacati di base ci stanno pensando?per quel che posso mi curo della semina
A una lotta che ORA voglia crescere serve un movimento forte e unito ,contro un governo che fa entrare le banche nella pensione pubblica:quando si parte poi si vedra' da che parte si porranno certi ciarlieri personaggi della politica .
perche' lo smascheramento dei sindacati cgil cisl uil e del loro interesse alla gestione dei fondi pensione, fa crescere consapevolezza ,oltre la rabbia o il disincanto di tanti e tanti che non si riconoscono PIU' nella triplice e infatti c' e' un calo di iscritti...
Mentre scema l' esultanza per al vittoria del no vediamo che il rischio di nuovo governo tecnico "mascherato" che prolunga le politiche liberiste per un po' ancora,non e' superato ,cio' impone al movimento della "piu' grande autoconvocazione" ,come l'ha definito cremaschi,di non abbassare la guardia ,
iniziative di lotta sociale e sindacale che speriamo di veder presto contro l'APE (sempreche' per i vertici dei sindacati di base non prevalga lo status quo,cioe' la difesa e la gestione del proprio orticello e basta) e per una reale modifica della FORNERO vanno nella direzione di un 'attuazione ancora non data di certi principi enunciati nella costituzione, lo si comincia a capire ,per questo i comitati del no non hanno nessuna ragione di smobilitarsi,al contrario devono proseguire nel loro importante lavoro per l'attuazione di quei principi

scartabagat ha detto...

Ho letto l'articolo del post.it e mi sembra una presa per il c...o di chi lavora 40 anni e deve ancora farsi prestare i soldi per andare in pensione. Dirittoallapensione io eviterei di girare il dito nella piaga citando certi siti.