lunedì 17 ottobre 2016

Pensioni: quali sono i lavori gravosi o “pesanti” per il governo?

I lavori non sono tutti uguali ma parlare di lavoro leggero, divertente e piacevole  dai 63 anni di età è  molto difficile ed è da ipocriti

In particolare quando si parla del lavoro degli edili nei cantieri, degli autisti di mezzi pesanti e di mezzi pubblici, dei macchinisti ferrovieri, degli operai non contemplati nei lavori usuranti già riconosciuti dalle norme attuali tutti sarebbero certamente d’accordo al riconoscimento di particolari agevolazioni per l’accesso alla pensione di queste categorie.
Ci sono, però, anche altre categorie di lavoratori come gli infermieri, gli OSS (Operatori Socio Sanitari), le educatrici asili nido, gli insegnanti  e tante altre categorie ancora che dopo i 60 anni non ridono e scherzano a  dover rimanere al lavoro forzato per altri 6/7 anni.
In effetti il peso degli anni e dell’usura non guarda in faccia nessuno e quando hai lavorato una vita ed hai anche versato i contributi previdenziali dovresti avere il sacrosanto diritto alla pensione senza artefizi tecnico/finanziari come Ape social e Ape anti-sociale.

Si salvi chi può?
In particolare sui social tanti lavoratori e tante lavoratrici stanno cadendo nel tranello teso dai “furbetti” del governo con la complicità di certi sindacalisti altolocati per dividere tra i meritevoli di Ape social e quelli che invece si devono indebitare fino alla morte per avere qualche anno di anticipo rispetto ai lunghi requisiti pensionistici “Fornero”.
Sembra insomma si sia aperta una sorta di “competizione”  per vincere la medaglia di chi è più usurato e svolge lavoro pesante o gravoso per ottenere gli sconti dell’Ape social.
In questa gara sembra che il bersaglio preferito per una polemica a perdere siano le maestre di scuola materna o di infanzia indicate come categoria da includere nei lavori gravosi o pesanti ma non abbastanza usurate rispetto ai lavori manuali pesanti di altri lavoratori e altre lavoratrici.

Sull’argomento del lavoro usurante nella scuola segnaliamo due articoli:

Pensioni e insegnamento come lavoro usurante: riconoscimento a maestre è storico, ma sia solo l’inizio

APE SOCIAL, LE MAESTRE D’INFANZIA PAGHERANNO 60 EURO ALMESE PER 20 ANNI: GLI ALTRI PROF 300 EURO

2 commenti:

Stefano ha detto...

Io faccio il Ragioniere dipendente di una ditta, ho 62 anni e 40 di contributi, sicuramente ho un lavoro più leggero di tanti altri, ma se non ci sto più di capo, comincio a sbagliare gli stipendi o le denunce iva pensate che non mi manderanno via?
Penso che 40 anni bastino e avanzino in qualunque mestiere.

Anonimo ha detto...

Se facciamo a gara a chi è più usurato penso che vincono solo quelli che hanno interesse ad allungare ancora l'età pensionabile.
Suggerimento:
una riforma strutturale che consideri un minimo di età(60?)un minimo di contributi
(35?)e poi in base alle proprie esigenze,fisiche o personali/altro con un sistema di penalizzazioni(non con incentivi perché altrimenti al lavoro rimane chi soffre meno per prendere qualcosa di più e i giovani non lavorano mai!),NO a finanziamenti per andare in pensione. Se le penalizzazioni fossero poche e in base alla pensione che si prenderà e ai tempi anticipati forse nel tempo i risparmi potrebbero consentire anche un miglioramento sull'intera struttura pensionistica del paese. E'una pura utopia pensare a forme di pensione integrativa privata con gli stipendi sempre più bassi e precari.Staccare l'assistenza dalla previdenza in modo da mettere a carico dello stato(Pagare le tasse e combattere evasori e condoni).
Utopie!Forse ma con una previsione di futuro dove i lavori saranno sempre di meno e sempre più schiavizzati il rischio è quello di disordini sociali,allora i costi si che lieviteranno.
IO CI SPERO!