giovedì 17 dicembre 2015

Pensioni: L’attivo di Cgil, Cisl e Uil di Firenze per aprire la vertenza pensioni

“Bisogna avere coraggio e bisogna osare, il momento è questo”!
I contentini in legge di stabilità sono solo un’aspirina, ci vuole un 
forte antibiotico per curare la “Fornero”. “Coerenza, determinazione
condivisione”.

Queste le parole pronunciate da Franco un pensionato di 76 anni intervenuto come delegato dello Spi all’attivo di Firenze. Un messaggio incisivo e significativo per esortare alla lotta Cgil, Cisl e Uil per la vertenza pensioni  ricordando l’ingiustizia della mancata erogazione ai pensionati degli 80 euro, il parziale riconoscimento della perequazione a seguito della sentenza della Corte Costituzionale e il fatto clamoroso che oggi emigrano anche i pensionati per poter sopravvivere con mille euro di pensione a cui la legge mancia/di stabilità non ha certamente provveduto con il contentino della no tax area fino a 8000 euro.

Quello di Firenze è stato uno dei tre attivi unitari interregionali dei quadri e dei delegati dei sindacati confederali, gli altri due si sono svolti a Bari e Torino, con lo slogan 'Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani adesso!'

A Firenze oltre agli interventi di Francesca Cantini, segretaria generale Uil Toscana, Maurizio Petriccioli della Cisl, e le conclusioni di  Susanna Camusso, segretario generale Cgil sono intervenuti  nove delegati di diverse categorie che hanno messo in risalto i vari aspetti del problema pensioni a quattro anni dalla legge Fornero.

La piattaforma
Il compito della presentazione della piattaforma è stato affidato a Maurizio Petriccioli della Cisl che ha esordito sottolineando  come “un grave errore politico del governo il non aver inserito la modifica della legge Monti/Fornero in legge di stabilità” e ha ricordato il blocco del mercato del lavoro causato anche dall'allungamento dei requisiti pensionistici.
L’Italia è l'unico Paese europeo che somma la spesa assistenziale con quella previdenziale, ha detto e proseguendo ha ricordato che la legge Monti/Fornero sulle pensioni “è stata una gigantesca operazione di cassa” che ha portato/porterà in 10 anni (2011/2021) ben 70/80 miliardi di euro nelle casse dello Stato e perciò i soldi per introdurre la flessibilità in uscita ci sono, una flessibilità dai 62 anni anche con la combinazione di una sommatoria tra anzianità anagrafica e contributi versati ripristinando eventualmente il sistema delle quote. Pensione a qualsiasi età con 41 anni di contribuzione è l’altro punto fondamentale della proposta per l’uscita dal lavoro anche per agevolare l’entrata dei giovani.
Per migliorare il tasso di sostituzione, ha affermato, è necessario cambiare il coefficiente di calcolo e riconoscere ai giovani, dal lavoro precario e  discontinuo, dei contributi figurativi. Insieme a tutto questo è stato proposto il rilancio della previdenza complementare.
Sempre per favorire l’ingresso dei giovani ha espresso la necessità di stabilire un “patto intergenerazionale” attraverso il part-time per i lavoratori anziani a pochi anni dall’uscita dal lavoro attuando una staffetta  generazionale con i giovani in entrata.
Pensioni attuali: ripristinare la perequazione e diminuire la pressione fiscale che risulta doppia rispetto agli altri Paesi europei e perciò allargare la No tax area a tutti i pensionati – non solo a chi ha superato una certa età.
Ha ricordato, inoltre, quanto le donne siano state colpite due volte dalla legge Monti/Fornero riguardo  all'attività lavorativa nei posti di lavoro e ai lavori di cura che svolgono abitualmente a casa.
Il lavoro pericoloso e usurante è stato uno degli altri temi toccati rispetto al fatto che non tutti i lavori sono uguali e la media dell’aspettativa di vita cambia da settore a settore di lavoro. Bisogna ampliare la platea dei lavori pericolosi e usuranti a cui riconoscere delle agevolazioni per il pensionamento con requisiti più bassi questa è la proposta avanzata.

Esodati, Quota 96 scuola e ferrovieri
Le ferite rimaste ancora aperte a quattro anni dagli errori della legge Monti Fornero non sono state risolte neanche con la prossima legge di stabilità.
Esodati – la settima salvaguardia in legge di stabilità non ha risposto al diritto di tutti i 50.000 senza pensione e senza lavoro.
Quota 96 scuola“Gabbati e frastornati” da una legge che ancora oggi li costringe al lavoro solo per una spesa di alcune centinaia di milioni necessari alla copertura finanziaria.
Macchinisti/ferrovieri - analogamente ai Quota 96 scuola ancora non si è riusciti a correggere l’errore.

Infine ha dichiarato che “il regalino” dell’ex ministro Maurizio Sacconi delle ricongiunzioni onerose andrà eliminato.

Nell’intervento di un delegato del P.I. è stato messo il dito sulla piaga anche dell’ingiusto ritardo nell’erogazione del Tfs/Tfr (buonuscita) che avviene anche dopo 24 mesi dal pensionamento.

Ancora su Quota 96 scuola è intervenuta una delegata del comparto scuola (maestra) che ha ribadito l’umiliazione e la beffa patita a causa del noto errore della “Fornero” e chiedendo di avere coraggio ha concluso “cosa aspettiamo?”

Le conclusioni della Camusso
Susanna Camusso non ha fatto altro che ricalcare i punti già affrontati sulla rivendicazione della flessibilità in uscita a 62 anni, 41 anni per i lavoratori precoci a qualsiasi età, la richiesta di eliminazione delle ricongiunzioni onerose e il rilancio della previdenza complementare. La proposta di un riconoscimento dei lavori usuranti e della differenza da lavoro a lavoro anche rispetto all’aspettativa di vita.

Ha ricordato pure le emergenze non risolte: “è un Paese incivile quello che in quattro anni non ha risolto il problema degli esodati” e inoltre ha chiesto: “cosa hanno fatto gli insegnanti di Quota96 a questo governo?”

Opzione donna – “molte lavoratrici chiedono opzione donna e hanno ragione, ma nessuno pensi che opzione donna sia la soluzione della flessibilità.”

Ha ribadito che la vertenza sulle pensioni non è una vertenza facile e neanche scontata e per quanto riguarda le critiche alle responsabilità dei sindacati “bisogna voltare pagina”.

I 62 anni  per scegliere di andare in pensione sono già abbastanza  e “posso scegliere con un certo numero di anni di contribuzione”. Per lavoratrici/lavoratori precoci 41 anni di contribuzione “bastano e abbondano”.
Pensione dignitosa cambiando il sistema di calcolo senza abbassare le pensioni a tutti.

Ci vuole una “molto radicale riforma delle pensioni”. “Abbiamo aspettato anche troppo, la vertenza è aperta e se il governo nel prossimo mese non ci convoca le prossime iniziative saranno nelle piazze di tutta Italia!”

(Il dibattito è stato trasmesso da radio articolo 1 da cui è stata tratta la cronaca su cui si possono riascoltare i vari interventi http://www.radioarticolo1.it/home/desktop.cfm)

Un primo breve commento ai contenuti della proposta sindacale:
Un primo breve commento potrebbe essere:“finalmente, era ora, meglio tardi che mai, ecc". Il dibattito e la decisione della piattaforma, però, non dovrebbe limitarsi ai soli delegati sindacali ma dovrebbe essere allargato alle lavoratrici e ai lavoratori nei posti di lavoro per chiarire e decidere ad esempio quanti anni di contribuzione si dovrebbero proporre da abbinare ai 62 anni per l’uscita flessibile senza ulteriori penalizzazioni e precisare che i 62 anni per tutti e 41 anni per i precoci  non dovranno avere l’aggiunta di molti mesi per l’applicazione della speranza di vita, meccanismo il cui automatismo andrebbe solo che abolito.

Rilanciare le pensioni complementari o rilanciare la previdenza pubblica? Assicurare comunque ai giovani una pensione pubblica  e dignitosa di garanzia in quanto disoccupazione/precariato/lavori discontinui sono figlie/i di politiche sul mercato del lavoro che i governi negli ultimi vent’anni e certi accordi sindacali hanno causato.

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