domenica 7 giugno 2015

Pensioni e “speranza di vita”: meccanismo da sospendere o da abolire?

In tutte le proposte di legge presentate in Parlamento di modifica della riforma Fornero non viene affrontato il nodo dell’abolizione del meccanismo di adeguamento automatico dei requisiti di accesso alla pensione in base alla “speranza di vita”.

La “speranza di vita” nelle pensioni é un'altra norma che andrebbe abolita a prescindere fin da subito poiché un indicatore statistico che misura la probabilità media di quanti anni un uomo e una donna di 65 anni possano vivere non è ragionevole che venga utilizzato in maniera automatica per l’adeguamento dei requisiti per l’accesso alla pensione.

Se la “speranza di vita” aumenta anche i requisiti per il pensionamento aumentano. Se invece diminuisce la “speranza di vita” l’età di pensionamento resta stabile. Questo meccanismo, introdotto dal governo Berlusconi, prevede un aumento periodico ogni tre anni.

La cosiddetta riforma Fornero sulle pensioni, anche su questo, ha dato una ulteriore spallata con il D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 (Legge n. 214/2011), confermando quanto già previsto in precedenza, ha stabilito dal 2019 un adeguamento biennale anziché triennale.

Concretamente, se la vita media aumenta, ci sarà un adeguamento in aumento dei requisiti per l’accesso alla pensione ma "l'aggiornamento non viene effettuato nel caso di diminuzione della predetta speranza di vita". In ogni caso è stato previsto che dal 1° gennaio 2021 l’età minima per il pensionamento per tutti non debba essere inferiore ai 67 anni - con un requisito minimo di 20 anni di contribuzione (questa sorta di “clausola di garanzia” è stata introdotta con la legge di stabilità 2012 - art 5, legge n. 183/2011).

Ancora più irrazionale e assurdo appare l’applicazione del meccanismo dell’aspettativa di vita  al sistema delle quote per gli addetti ai lavori usuranti (Lavori usuranti - Inps) soggetti anche alla finestra mobile. Stessa sorte è toccata alle donne lavoratrici che hanno usufruito dell’opzione donna 57/35 con il sistema di calcolo tutto contributivo compresa la finestra mobile anche per loro. 

La legge Fornero ha, oltretutto, esteso anche alla pensione anticipata il meccanismo della “speranza di vita” (art. 24, comma 12-ter, della legge n. 214/2011) stabilendo che le modalità di adeguamento dei requisiti anagrafici previsti dalla legge per l’accesso al pensionamento sono valide anche riguardo al requisito contributivo per la pensione anticipata. 

In conclusione il governo Renzi, senza nessuna modifica o sospensione della norma, a partire dal 1° gennaio 2016 ha già stabilito l’aumento di 4 mesi per tutti.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze il 16 dicembre 2014 (G.U. n. 301 del 30-12-2014) ha emesso il Decreto sull’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita stabilendo un aumento per tutti di 4 mesi sul requisito per accedere alla pensione dal 2016 e il 20 marzo 2015 l’Inps ha emanato la Circolare n. 63 del 20-03-2015

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