domenica 31 maggio 2015

Pensioni e nuova riforma: cancellare la legge Fornero ma non solo

Anche prima del governo Monti e della cosiddetta riforma Fornero, altri danni sono stati fatti al sistema pensionistico pubblico a cui bisognerà mettere riparo.

Con i brevi cenni che seguono si indicano i principali riferimenti legislativi per quanto riguarda il meccanismo della speranza di vita, le ricongiunzioni onerose e altri tagli operati dal governo Berlusconi.

2009 - Riforma Sacconi – Tremonti (XVI Legislatura)
La Legge 3 agosto 2009, n. 102, (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, recante “provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali”), attraverso all’art. 22 ter – “disposizioni in materia di pensionamento”, interviene sulla pensione di vecchiaia per le donne del pubblico impiego; inoltre viene introdotto, caso unico in Europa, il meccanismo automatico di indicizzazione dell’età pensionabile in rapporto all’innalzamento della media della speranza di vita.

2010 - Riforma Tremonti  - cd. Manovra economica 2010
Art.12 – interventi in materia previdenziale – D.L. 31 maggio 2010, n. 78 (“Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”) convertito con modificazioni dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122.

Ancora protagonisti, nel governo Berlusconi, il Ministro dell’economia e finanze G. Tremonti e il Ministro del lavoro delle politiche sociali M. Sacconi (dal 15/12/2009 il Ministero era stato separato da quello sulla Salute), sempre durante la XVI Legislatura, portano avanti una nuova rincorsa all’allungamento dell’età pensionabile e alla riduzione delle pensioni; con la manovra c.d. “Tremonti 1” viene attuata  una ulteriore stretta sull'età pensionabile, sulle pensioni di invalidità e su quelle di reversibilità. Vengono introdotte le cosiddette “finestre mobili” (accesso al pensionamento 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti pensionistici per i lavoratori dipendenti e 18 mesi per i lavoratori autonomi) per la pensione di vecchiaia e di anzianità (quelle con sistema delle quote o 40 anni di contributi).

Sulla cosiddetta “Speranza di vita” viene reso operativo, il meccanismo di adeguamento dei requisiti anagrafici e contributivi per il diritto alla pensione, in base agli incrementi della speranza di vita relativi alla media della popolazione residente in Italia secondo le rilevazioni effettuate dall’Istat (art.12, co. 12 bis D.L. 78/2010 convertito in Legge 122/2010. Questo meccanismo era già stato previsto dal D.L. 78/2009 convertito in Legge 102/2009 con decorrenza dal 2015 ma verranno poi anticipati al 2013.  L’aumento dell’età pensionabile dal 1° gennaio 2015, legato all’incremento dell’aspettativa di vita accertato dall’Istat e convalidato da Eurostat, viene previsto ogni tre anni (non più ogni 5 anni come era stato stabilito precedentemente)

Inoltre i coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione verranno aggiornati anch’essi ogni tre anni contemporaneamente all’aggiornamento dell’età pensionabile stabilito con decreto direttoriale del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Ricongiunzioni onerose sono state introdotte con l’articolo 12 della legge n. 122 del 2010, che prevede l’obbligo per i lavoratori che vogliano ricongiungere i contributi versati in diverse casse previdenziali (principalmente Inps e Inpdap), in un’unica gestione, a pagare grosse cifre per garantirsi un’unica pensione. Prima del 2010 la ricongiunzione poteva essere anche gratuita a meno che la ricongiunzione richiesta fosse da Inps a Inpdap a fronte di un trattamento più favorevole sulle pensioni dei dipendenti pubblici. La rinuncia alla ricongiunzione in quanto troppo onerosa comporta una serie di penalizzazioni, in particolare riguardo all’accesso alla pensione anticipata ed anche al calcolo dell’assegno pensionistico futuro. 

Infine La “Tremonti bis”(Interventi in materia previdenziale) – art 18 del D.L. 6/7/2011,  n. 98 Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria convertito in Legge 15 luglio 2011 n. 111, art. 18 e La “Tremonti ter” – D.L. 13 agosto 2011, n. 138 recante “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo (Legge 14 settembre 2011, n. 148) avevano stabilito:
-il generale innalzamento dell'età pensionabile conseguente all'aggancio alle aspettative di vita con decorrenza dal 2013 anziché dal 2015 come previsto dal DL 78/2010 ed anche anche i lavoratori in possesso di un’anzianità contributiva di 40 anni sono sottoposti ad un ulteriore posticipo del pensionamento in base all’aspettativa di vita (L. 111 del 15/7/2011).

Come ben sappiamo a  tutti questi provvedimenti sul sistema pensionistico, operati dal governo Berlusconi, caratterizzati da tagli e riduzioni anche senza una vera e propria logica che ha creato distorsioni e iniquità, nel dicembre 2011, si è aggiunta, a completare l’opera e peggiorare oltremodo il sistema pensionistico pubblico, la riforma Fornero che ha generato e genera continuamente effetti disastrosi per i pensionati in essere, per i futuri pensionati e impedisce il ricambio generazionale nel mondo del lavoro.

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