venerdì 8 maggio 2015

Pensioni: chi sono i lavoratori precoci passati da agevolati a penalizzati?

Come sia stato possibile trasformare il lavoro precoce ed usurante, svolto a partire dai 14/15 anni ai 19 anni di età per 40 anni e oltre in un lavoro da "privilegiati" da sottoporre addirittura a penalizzazioni è veramente un mistero.

La prevista penalizzazione (ora sospesa) per chi accede alla pensione prima dei 62 anni non ha certo una risposta razionale e nessuna logica. 

Ripartiamo, per una breve cronologia della legislazione sui precoci, dalla riforma Prodi del 1997 per poi arrivare alla riforma Fornero:

Riforma Prodi
Nel 1997 il Governo Prodi pur proseguendo l’opera di revisione del sistema previdenziale con la Legge Finanziaria 1998 – legge 449 del 27 dicembre 1997 conferma le agevolazioni previgenti per i lavoratori precoci.
Attraverso l’art. 59 “Disposizioni in materia previdenziale” vennero apportate diverse modifiche e aggiustamenti al sistema pensionistico ma rispetto ai requisiti per il pensionamento di anzianità lasciò l’applicazione della normativa precedente rispetto ad alcune categorie tra cui i lavoratori “precoci” (tutti coloro che avevano lavorato almeno un anno tra i 14 ed i 19 anni di età).

Nello specifico l’art. 59 comma 7 della legge 449/1997 prevedeva, in materia di requisiti per il diritto al trattamento pensionistico, l’applicazione delle disposizioni di cui alla tabella B allegata alla legge n° 335/95 nei confronti dei lavoratori dipendenti appartenenti alla categoria dei Lavoratori precoci. In base a tale disposizione di legge erano valutabili tutti i periodi contributivi ricollegabili ad un’effettiva prestazione lavorativa (ancorché non continuativa) collocati temporalmente tra la data di compimento del 14° anno di età e quella di compimento del 19° anno.
Per determinare la data del pensionamento la tabella B della Legge 335/95 stabiliva i criteri di accesso alla pensione di anzianità per i lavoratori cosiddetti "derogati" , tra i quali rientravano, appunto, anche i lavoratori precoci.
Il lavoratore precoce godeva, perciò, di una certa agevolazione per l’accesso alla pensione anche con meno di 40 anni di anzianità contributiva.

Riforma Maroni
Nel 2004 il governo e la maggioranza di centrodestra, coerente con il proprio programma elettorale, ha avviato una nuova riforma del sistema previdenziale pubblico caratterizzata, come le precedenti, da riduzioni, tagli e allungamento dell’età pensionabile.
La Legge  delega n. 243 del 23 agosto 2004, Riforma Maroni a decorrere dal 1° gennaio 2008, ha previsto il cambiamento delle decorrenze e delle regole di accesso al pensionamento di anzianità e a quelle di vecchiaia innalzando l’età pensionabile anche per le pensioni di anzianità il cui accesso al pensionamento, a prescindere dall’età anagrafica, è possibile con 40 anni di contribuzione compresi i lavoratori precoci. Di fatto il lavoratore precoce viene abolito con la riforma Maroni.

La riforma Monti/Fornero
Il DL 201/2011 (Legge 214/2011) attua un ribaltamento totale facendo diventare il lavoratore precoce addirittura un penalizzato. Oltre all’aumento dei requisiti di accesso da 40 a 41 anni di contribuzione per le donne e fino a 42 per gli uomini, più  l’incremento della cosiddetta speranza di vita, viene prevista anche una penalizzazione in caso di accesso alla pensione anticipata prima dei 62 anni di età. Una riforma firmata dal Ministro Elsa Fornero ma voluta da tutto il governo Monti e sostenuta e votata dalla maggioranza dell’ ABC (Alfano, Bersani, Casini) ovvero dal PdL, Pd e Udc.

Con la legge Monti/Fornero le “pensioni dei lavoratori precoci” sono state ripristinate ma solo per essere addirittura ulteriormente penalizzate (oltre al danno anche la beffa).

Il contentino della sospensione (Legge di Stabilità 2015) delle penalizzazioni fino al 31/12/2017 è il massimo che oggi si sia potuto ottenere mentre si continua a far lavorare forzatamente le lavoratrici e i lavoratori precoci con oltre 40 anni di contributi insieme agli ultrasessantenni per pagare anche le pensioni “allegre” elargite negli anni andati e  naturalmente quelle d’oro di ieri, oggi e forse di domani.

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