domenica 14 dicembre 2014

La pensione e la speranza di vita

In cosa consiste la "speranza di vita"

La speranza di vita o aspettativa di vita è un indicatore statistico che esprime il numero medio di anni della vita di una persona a partire da una certa età, all'interno di una definita popolazione.

Di solito, l'espressione, è usata per indicare la speranza di vita alla nascita. Oppure, come nel nostro caso, viene riferita alla vita umana media a partire da una certa età (65 anni) rispetto alla popolazione residente in Italia.

Oggi in pensione con la speranza di vita per Decreto
La  misurazione, statistica, della probabilità  di quanti anni un uomo e una donna di 65 anni possano vivere ancora è il parametro per allungare i requisiti per il pensionamento. Se la speranza di vita aumenta anche i requisiti per il pensionamento aumentano. Se invece diminuisce la speranza di vita l’età di pensionamento resta stabile.
La “speranza di vita” è diventato, perciò, un sistema, un parametro, un indice  che prevede, in maniera automatica, l’adeguamento dei requisiti per l’accesso alla pensione. Un indice statistico legato alla probabilità di vita o di morte dell’individuo per un continuo allungamento della vita lavorativa.
 E’ stato  introdotto con la manovra dell’estate 2009 – art. 22 – ter - Legge 3 agosto 2009, n. 102 -Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, con cui viene stabilito l’accesso alla pensione tramite l’adeguamento all’incremento della speranza di vita accertato dall’Istat.
L’aumento doveva essere di tre mesi ogni cinque anni a partire dal 2015 ma poi con la legge n. 122 del 2010 – art. 12 – è stato stabilito l’aumento ogni tre anni e non cinque.
A seguire, con il D.L. n. 98 del 2011, la manovra correttiva d’estate, l’inizio dell’adeguamento è stato anticipato al 1° gennaio 2013 e il compito per l’ISTAT di comunicare i dati relativi alla speranza di vita è stato indicato per il 2011:
"A partire dall'anno 2011 l'Istat rende annualmente disponibile entro il 31 dicembre dell'anno medesimo il dato relativo alla variazione nel triennio precedente della speranza di vita all'età corrispondente a 65 anni in riferimento alla media della popolazione residente in Italia."
La cosiddetta riforma Fornero sulle pensioni, anche su questo, ha dato una ulteriore spallata con il D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 (manovra Salva Italia) poi convertito in Legge n. 214/2011, confermando quanto già previsto  in precedenza, ha stabilito dal 2019 un adeguamento biennale anziché triennale.
Concretamente, se la vita media  aumenta, ci sarà un adeguamento in aumento dei requisiti per l’accesso alla pensione ma "l'aggiornamento non viene effettuato nel caso di diminuzione della predetta speranza di vita".
A questo punto si possono riassumere i prossimi “effetti della speranza di vita” e conseguenti adeguamenti dei requisiti per il pensionamento:
Pubblico impiego -2014 e 2015  uomini e donne 66 anni e 3 mesi;
Privato -2014 e 2015  uomini  66 anni e 3 mesi donne 63 anni e 9 mesi (autonome 64 e 9 mesi);
Pubblico impiego - dal 2016 – al 2018 -incremento per aspettativa di vita – altri 4 mesi – età pensionabile uomini e donne 66 anni e 7 mesi;
Privato  – 2016 e 2017 –uomini 66 anni e 7 mesi – donne 65 anni e 7 mesi (autonome 66 anni e 1 mese);
2018  tutti a 66 anni e 7 mesi uomini e donne – pubblico e privato;
dal 2019 – incremento per aspettativa di vita – altri 4 mesi - età pensionabile 67 anni e 1 mese oppure minimo 67 anni per tutti;
dal 2021 ci saranno, gli aumenti biennali.
La previsione  dal 2016 in poi è stata fatta in base ad una proiezione  pubblicata dall’Istat  che ha preso a riferimento i dati attuali  ma che dovranno essere confermati successivamente tramite appositi decreti.
Infine è prevista una “clausola di salvaguardia” con cui – dal 1° gennaio 2021 anziché dal 2026 - l’età minima per il pensionamento per tutti è stabilito che non debba essere inferiore ai 67 anni - con un requisito minimo di 20 anni di contribuzione (questa sorta di “clausola di garanzia” è stata introdotta con la legge di stabilità 2012 - art 5, legge n. 183/2011).

La speranza di vita anche sull'anzianità contributiva per la pensione anticipata
Naturalmente quanto detto per la pensione di vecchiaia interessa anche quella anticipata.
Senza nessuna logica razionale, infatti,  l’art. 24, comma 12-ter, della legge n. 214/2011 stabilisce che le modalità di adeguamento dei requisiti anagrafici previsti dalla legge per l’accesso al pensionamento  sono valide anche riguardo al requisito contributivo per la pensione anticipata di cui al comma 10, trovano applicazione gli adeguamenti alla speranza di vita.

A.C.

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